La camorra ha ancora le mani sui panifici: rischi per la salute

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“Gli arresti di oggi, confermano, purtroppo, che il mondo della panificazione continua a essere nel mirino dei clan che impongono il pizzo alle ditte che non si piegano al loro controllo”. Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il presidente dell’Unipan, Mimmo Filosa, che, nei primi anni 2000, quando Borrelli era assessore provinciale all’agricoltura, denunciarono il sistema con il quale la camorra vendeva il pane prodotto nei panifici illegali senza alcun rispetto per le più elementari norme igieniche e sanitarie.

“Sulla panificazione e sul controllo della camorra nella produzione e nella vendita non bisognerebbe mai abbassare la guardia perché al danno derivante dal controllo camorristico di un mercato fiorente quale quello del pane, si aggiungono i rischi per la salute per il consumo di pane prodotto in forni sporchi e inadeguati hanno aggiunto Borrelli e Filosa per i quali “purtroppo, dopo l’iniziale mobilitazione, grazie anche all’attenzione mediatica che riuscimmo a creare, sulla panificazione controllata dalla camorra è venuta meno l’attenzione se si eccettuano alcuni interventi sporadici, mentre servirebbe un’attenzione continua e costante”.

“Anche a causa della diminuzione dei controlli, la panificazione abusiva e la vendita di pane senza la necessaria certificazione continuano a crescere” hanno concluso Borrelli e Filosa ricordando che “nonostante i continui solleciti, non c’è più traccia del Tavolo interistituzionale, con i rappresentanti di Istituzioni, Asl, Forze dell’ordine e panificatori, che il Prefetto di Napoli s’era impegnato a convocare quando sul tema della panificazione controllata dalla camorra c’era il giusto interesse”.

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