Liberato torna con “Me staje appennenn’ amò”, nuovo singolo con amori trans e gay

Liberato è tornato, se si pensava potesse giungere al termine l’avventura del più “seducente” e virale progetto dell’indie italiano con lo svelamento della maschera che cela gli autori di “Nove Maggio”,così non è.
Arriva, infatti, su youtube il quarto videoclip dal titolo “Me staje appennenn’ amò”, a caso ma forse neanche tanto nel giorno di San Sebastiano, storicamente il santo è molto amato nella comunità LGBTQ e il video né racconta in maniera realistica uno spaccato, che forse erroneamente tendiamo a guardare in maniera grottesca e sorniona ma che è parte integrante nella costante lotta dell’accettazione globalizzante e biodiversa.

L’omaggio, che porta la firma del regista e videomaker napoletano Francesco Lettieri, ormai vero e proprio guru della progettazione visiva dell’attuale scena indipendente (Calcutta, Thegiornalisti, Clementino e per l’appunto Liberato, solo per citarne qualcuno), ritrae una città che vive nella sua condizione borderline antropologica tra urbanizzazione sacra, profana e cementificata che si aggira fra le anime invisibili che la popolano.

Sono infatti trans, gay, giovanissimi, frequentatori notturni di strade illuminate dai getti di fari, motorini scorazzanti tra le vie anguste o il popolo della curva da stadio i protagonisti.
Il videoclip infatti vede la collaborazione, tra gli altri, de “Comitato Arcigay Antinoo di Napoli” , “Arcigay Rainbow di Torre Annunziata” e della “Film Comission della Regione Campania”.

La canzone riprende il filo delle passate apparizioni, con un testo che richiama l’amore “carnale”alla napoletana e poetico, nello slang più innovativo alla “Stong tutt i love you” dell’ relazione ai tempi di “Whatsapp” che tanto appartiene alla generazione digitale.

Il video segue quello precedente di “Gaiola Portafortuna” che già s’era addentrato nel ventre di una Napoli lontana dal suo centro urbano e nell’archetipo della sua oleografia , le immagini erano quelle delle comunità africane nella zona di Castel Volturno.

Il pezzo segue una ritmica dance, in cui la cassa fila dritta tra accurati synth e bassi che richiamano storiche annate della musica disco, sulla famosa piattaforma streaming la canzone è già virale con oltre trecentomila views in appena un paio di giorni.

Al di là del mistero che si nasconde dietro la firma dei testi e il progetto sonoro d’arrangiamento, si giunge alla consapevolezza che Liberato ormai sia ossigeno in una poetica dell’alternative cantautoriale ridondante dietro le sue poetiche e autoreferenziale.

Che porti al pubblico una nuova fenomenologia a 360 gradi in cui il connubio è imprescindibile con la comunicazione visiva e dello short documentary che racconti di società e sociologia della stessa.

IL VIDEO

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=8pFwPKNDF6E[/youtube]

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