Caso Marfella, un altro medico: “Ho preferito curarmi il cancro lontano da Napoli”

Mentre il caso Marfella continua a far discutere, arriva la testimonianza di un altro medico campano che ha deciso di farsi curare lontano da Napoli. E’ Gaetano Rivezzi, 62 anni, fino a pochi mesi fa pediatra neonatologo in servizio all’ospedale Sant’Anna di Caserta. Due anni fa gli era stato diagnosticato un cancro a un rene: “In Campania — racconta a Il Corriere del Mezzogiorno— tutti i colleghi che ho consultato mi avevano spiegato che era necessaria una nefrectomia totale, in pratica mi avrebbero asportato un rene. Inoltre, non avevo garanzie sui tempi di attesa per l’intervento, a meno che non avessi voluto eseguirlo privatamente, a pagamento. Attenzione, voglio chiarire che i miei colleghi sono bravissimi e all’altezza, il problema resta l’organizzazione della nostra sanità che purtroppo resta fortemente carente”.

Così, il dottor Rivezzi ha deciso di andare ad operarsi in Toscana: “Mi sono guardato attorno e ho trovato una disponibilità a operarmi con il robot al policlinico di Careggi in Toscana. Sottolineo, seguendo la prassi normale e senza alcuna raccomandazione. Morale: rene conservato e intervento perfettamente riuscito. Di recente ho fatto un controllo ecografico nella nostra regione e non c’è più alcun segno della malattia, per me è stato un sollievo immenso”.

Il dottore non si è rivolto al Pascale: “Non mi sono rivolto lì e quindi non esprimo giudizi. Il fatto è che quando passa il tempo con un cancro nell’organismo esiste anche un problema psicologico. Poi avrei dovuto comunque spostarmi da Caserta, a quel punto ho preferito andare a Firenze”.

Su Marfella: “Conosco Antonio da una vita e lo stimo. Capisco benissimo cosa stia provando in questo momento. Ha il diritto a ricevere le cure migliori e quindi anche di “emigrare” a Milano come fanno migliaia di persone comuni e almeno la metà dei miei colleghi medici colpiti da malattie gravi. Probabilmente Marfella è stato impulsivo a parlarne pubblicamente perché lavora in un ospedale oncologico. Se resterà in servizio o andrà via è una decisione che spetta solo a lui. Gli auguro solo di poter guarire presto e bene e auguro a tutti i campani di potersi curare con gli stessi standard del Nord, ma la strada da percorrere è ancora lunga”.

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