Quando Di Maio disse: “Non mi alleo con chi canta Vesuvio lavali col fuoco”

Era agosto del 2017. Mentre la legislatura volgeva alla sua naturale conclusione, in Parlamento si cercava un accordo tra i partiti per votare una nuova legge elettorale. Alla fine, prevalse il Rosatellum, grazie ai voti di Pd, Fi e Lega. Mentre i partiti si arrabattavano per trovare una legge elettorale secondo i propri interessi personali, parlava Luigi Di Maio.

L’allora vice presidente della Camera, in un’intervista rilasciata al Mattino, a proposito di future alleanze di governo, disse: “Ma le pare possibile che un meridionale come me possa fare un’alleanza con uno che canta Vesuvio lavali col fuoco?“. Alla fine, è andata proprio così. Un meridionale che fa un governo con chi, non molti anni fa, saltava al coro “senti che puzza, ecco che arrivano i napoletani”.

Qualche mese dopo, esattamente a novembre 2017, Di Maio rincarò la dose: “Noi non pensiamo ad alleanze con la Lega o altri anche perché dopo quello che ha fatto Salvini in questi giorni – che pur di avere qualche poltrona in più di fatto ha votato la fiducia al Governo del Pd dopo che per anni ci ha detto che questo Governo ha provocato l’invasione, aumentato le tasse – credo non sia affidabile. Sono persone inaffidabili con cui non si può avere a che fare“. E alla fine, Di Maio il governo l’ha fatto proprio con i “razzisti inaffidabili” della Lega.

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