Campi Flegrei, nuovo studio del bradisismo: “Si esclude la fuoriuscita di magma”

Campi FlegreiUn nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports della rivista Nature, ha evidenziato attraverso dati raccolti negli ultimi 33 anni circa, come il bradisismo dei Campi Flegrei non sia causato dall’arrivo del magma in superficie. Una teoria che potrebbe cambiare completamente i modelli catastrofici legati all’attuale visione del fenomeno del bradisismo flegreo.

La ricerca è stata condotta dall’Institut de Physique du Globe di Parigi, dal Dipartimento di Ingegneria, Scuola Politecnica e Scienze della Base dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Vesuviano.

Mentre tra il 1983 e il 1984 il livello di sollevamento del terreno era maggiore con un’incursione del magma a 3-4 chilometri in superficie, i dati attuali (dal 2003 in poi) dicono che il terreno si è sollevato molto meno e non a causa di intrusioni magmatiche ma per gas liberati a circa 8 chilometri di profondità dal serbatoio principale.

“Questo ha provocato – dice lo studio – l’essiccamento della base del sistema idrotermale caldo, non più tamponato lungo l’equilibrio liquido-vapore ed esclude qualsiasi arrivo superficiale di nuovo magma, il cui abbondante degassamento del vapore dovuto alla decompressione avrebbe ripristinato l’equilibrio liquido-vapore”.

Si escluderebbe una probabile fuoriuscita del magma. Continua lo studio: “La conseguente infiltrazione di CO 2 e il riscaldamento progressivo del volume di roccia deformante circostante causano l’accumulo di pressione dei pori nelle falde acquifere e generano la simmetria temporale che caratterizza il sollevamento continuo e la subsidenza post-1984, entrambe originate dallo stesso meccanismo di deformazione inversa”.

Sarebbero cambiate, dunque, le cause dell’abbassamento e del sollevamento della zona dei Campi Flegrei. Si tratta al momento di una ricerca scientifica che non si sa se potrebbe cambiare anche gli scenari di un’eventuale eruzione della caldera e di conseguenza anche i piani di evacuazione della Protezione Civile.

Qui lo studio completo.

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