Testimone di Geova fa una trasfusione per non morire: “Mi hanno tolto le figlie”

Salerno – Grazia Di Nicola, donna che vive a Colliano nel salernitano, è stata ripudiata dai suoi fratelli spirituali perché mentre era in fin di vita ha accettato una trasfusione di sangue. La donna, infatti, era una Testimone di Geova e tale pratica è vietata dalla sua religione, perché in contrasto con il dettame biblico che vieta di mangiare sangue.

Grazia nel 2016 ha subito un intervento chirurgico in una clinica che le aveva assicurato di non ricorrere a trasfusioni, ma durante l’operazione ha perso molto sangue e, per non morire, ha accettato di riceverne. Una decisione che non è piaciuta agli altri Testimoni di Geova, che l’hanno processata davanti a quello è un vero e proprio tribunale religioso e allontanata ritenendola una grave peccatrice.

Le sue tre figlie, inizialmente, le sono state vicine, ma poi se ne sono andate di casa per vivere insieme ad altri Testimoni di Geova. Grazia è convinta, come scrive in un commento su Facebook, che siano proprio i “fratelli” a tenerle lontane da lei e dal marito.

Le ragazze studiano infatti, come tutti gli adepti, le pubblicazioni scritte e fatte studiare dalla setta. Queste sono tutte concordi nel ritenere l’accettazione di una trasfusione di sangue un peccato gravissimo, punito con l’allontanamento e l’isolamento di colui che l’ha commesso. Grazie, insomma, avrebbe dovuto scegliere di morire.

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