Dire “andate via” ai migranti è odio razziale: lo stabilisce la Cassazione

Dalla Tv ai giornali, dai bar alle case, la questione migranti è ormai oggetto fisso delle discussioni: c’è chi è pro all’accoglienza e chi no, c’è chi dice “accogliamoli ma con moderazione” e chi urla a squarciagola “dovete andare via” (come ad esempio un membro del neo Governo che, di Verde vestito, va “chiudendo i porti”). Bene, proprio quest’ultima categoria di persone deve da oggi stare molto attenta a come usa le parole. Infatti, la Corte di Cassazione ha stabilito che rivolgere a cittadini extracomunitari la frase “dovete andare via” è una “discriminazione razziale“.

La decisione della Cassazione arriva in merito ad un’aggressione subita in un circolo di Gallarate da due extracomunitari, che si sono sentiti rivolgere l’invito a cambiare aria. “La circostanza aggravante della finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso — recita la sentenza, come riporta il Corriere della Sera — è configurabile in espressioni che rivelino la volontà di discriminare la vittima in ragione della sua appartenenza etnica o religiosa“.

Per i giudici, il reato non sussiste solo quando “l’espressione riconduca alla manifestazione in un pregiudizio nel senso di inferiorità di una determinata razza“, ma anche quando “la condotta, per le sue intrinseche caratteristiche e per il contesto in cui si colloca, risulta intenzionalmente diretta a rendere percepibile all’esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio etnico e comunque a dar luogo, in futuro o nell’immediato, al concreto pericolo di comportamenti discriminatori“.

In sostanza, l’espressione in questione non solo risulta offensiva, ma viene vista come una sorta di incitamento all’odio verso gli extracomunitari. Ci saranno (ne siamo certi) numerose critiche per questa decisione, forse additata come una limitazione alla libertà di pensiero e di parola (?). Ma è libertà di pensiero voler mandare via chi è diverso da noi? Non è forse meglio misurare le parole?

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