Ponte Morandi, sequestro di documenti in corso: spunta nuova ipotesi del crollo

Bisogna fare chiarezza sulle cause e responsabilità del crollo del Ponte Morandi a Genova: è in corso un’operazione di sequestro della Guardia di Finanza,  emesso dalla procura di Genova che riguarda tutta la documentazione relativa al ponte Morandi dopo il crollo avvenuto lo scorso 14 agosto.

Le Fiamme gialle sono nelle sedi del Ministero delle Infrastrutture e nel suo ufficio ispettivo territoriale di Genova, nella sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta, e della Spea Engineering spa. I sequestri stanno avvenendo a Roma, Milano, Firenze e Genova.

Intanto spunta una nuova ipotesi su cosa abbia provocato il crollo del ponte, riportato da Repubblica.it: forse la presenza di una bolla d’aria dentro il tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all’interno dello strallo.

I consulenti della procura di Genova la ipotizzano come una delle possibili cause del crollo. Il difetto sarebbe sorto durante la fase di “iniezione” del cemento che ingloba i trefoli, i cavi in acciaio. Le indagini dei magistrati si sono sin da subito orientate sul cedimento degli stralli, i tiranti di calcestruzzo. Inoltre, secondo le prime ricostruzioni, il lato che cede per primo è quello a sud. E già negli anni ’80, lo stesso ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, “più rapida di quello che ci si potesse aspettare”.

Al momento non ci sono indagati.

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