Vergognoso sputo di Douglas Costa: quanto rischia secondo il regolamento

La magia dello sport risiede proprio nella sua capacità di impartire importanti lezioni di vita in maniera ludica. Chi fa sport capisce l’importanza del sacrificio, nutre la capacità di insistere per raggiungere un obiettivo, la bellezza dello stare insieme in un gruppo e come tale il rispetto degli altri, che sia un amico o un avversario. E lo sport che meglio racchiude tutti questi insegnamenti è proprio il calcio.

Ma ieri, come in altre occasioni precedenti, il calcio è stato offeso, è stato sporcato.

Lo sputo di Douglas Costa a Di Francesco durante Juve-Sassuolo è stato un atto spregevole, ingiustificato e soprattutto indegno per un calciatore professionista. Pur volendo ammettere la lecita tensione e ansia che un match ad alti livelli possa comportare, non è di certo lo sputare in faccia ad un collega il modo giusto per alleggerirsi da queste sensazioni. In questo modo si sputa su tutto quello che il calcio insegna, le cose positive dello sport e le regole del fair play. Non è questo il pallone.

Certo, il gesto del brasiliano non è un caso isolato ma solo uno di una lunga lista che probabilmente verrà ancora aggiornata. Come dimenticare il cambio di sputi tra Lavezzi e Rosi in Roma-Napoli del 2011 o addirittura Totti, che durante gli Europei del 2004 sputò in faccia a Poulsen o ancora Mihajlovic che sputò in faccia a Mutu in una partita di Champions. In questi ultimi tre casi le sanzioni furono giuste e pesanti. Lavezzi e Rosi tre giornate di squalifica, Totti quattro mentre per il serbo ben 8 giornate di stop.

Quindi secondo il regolamento Douglas Costa rischia da tre a cinque giornate di squalifica in quanto lo sputo rientra nella casistica di condotta violenta. Per tale motivo, nella migliore delle ipotesi e tenendo conto della minima penalità che può essere inflitta, il giocatore della Juve salterebbe la sfida interna contro il Napoli del 29 settembre.

Ma a prescindere da ogni giusta sanzione o meno, queste cose non dovrebbero mai accadere. Questi giocatori diventano facilmente idoli dei giovanissimi appassionati di calcio. E che esempio possono dare? Che sputare in faccia ad un avversario in un momento di rabbia sia la cosa giusta?

No. Queste cose devono essere condannate sempre. Un professionista deve comportarsi da professionista sempre. Non è il goal o la giocata perfetta che fa un calciatore. Certo l’ottima tecnica lo può rendere un fenomeno, invidiato da tanti club blasonati.

Ma sputare in faccia ad un avversario lo ridimensiona allo stato di un giovanotto senza maturità e vergognosamente puerile.

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