Dalla Spagna: la camorra prosperò grazie all’alleanza con Garibaldi

Giuseppe Garibaldi e la camorra

“La Camorra prosperó durante los desórdenes que se produjeron en Italia en la lucha por la unificación italiana. La organización se alió con las fuerzas del nacionalista italiano Giuseppe Garibaldi y contribuyó a expulsar a la casa reinante, los Borbones, del país. En el período que siguió a la unificación de Italia (1870), se llevó a cabo un breve e infructuoso intento de emplear a los camorristi en el cuerpo de policía”: questo è quanto si può leggere nella pagina dedicata a Napoli da Wikipedia, in lingua spagnola, sotto la voce “Camorra”, traducibile in questo modo: “La Camorra prosperò durante i disordini avvenuti in Italia durante la lotta per l’Unità Nazionale. L’organizzazione si alleò con le forze del nazionalista italiano Giuseppe Garibaldi e contribuì alla cacciata della casa regnante, i Borbone, dal paese. Nel periodo che succedette l’unificazione dell’Italia (1870), si verificò un breve ed infruttuoso tentativo di aggiungere i camorristi al corpo di polizia. L’articolo in questione dell’enciclopedia scritta dagli utenti, è una voce in vetrina contraddistinta da una stella di colore dorato, a significare che si tratta di un testo particolarmente completo, corretto ed accurato, neutrale e completo di fonti, dunque verificabile, come spiegato ampiamente QUI.

Si tratta perciò della stessa tesi sostenuta da chi, con onestà intellettuale e documenti storici alla mano, vuole diffondere la vera storia dell’Unità dell’Italia, mettendo in luce ciò che i libri di storia, la storia scritta dai vincitori, non raccontano, preferendo dipingere l’unificazione italiana come un gesto eroico compiuto da uomini  onestissimi e intransigenti. Liborio Romano, uno degli “eroi” del Risorgimento, tradendo Francesco II fece in modo che i suoi amici Cavour e Garibaldi potessero realizzare il disegno di conquistare il Meridione, e affidò al capo della Camorra, Salvatore  De Crescenzo (detto Tore ‘e Crescienzo), il compito di mantenere l’ordine pubblico e sorvegliare le votazioni per il Plebiscito di annessione all’Italia, in occasione di cui furono messi in opera dei brogli. Per l’eroe dei due mondi fu essenziale l’apporto della camorra, così come non poté fare a meno dei picciotti siciliani (i mafiosi), che da allora in poi ha acquistato sempre più potere confondendosi spesso con le istituzioni, mentre in origine non era che un fenomeno legato alla criminalità comune. Una versione che l’Italia in origine non voleva neppure ascoltare, ma che oggi, attraverso i suoi studiosi “patentati”, si prende il disturbo di schernire e ridicolizzare, una bugia messa in piedi da nostalgici mistificatori neoborbonici che raccontano frottole. Una versione che fuori dall’Italia, guarda caso, è giudicata estremamente attendibile e verificabile: chi è quindi il bugiardo mistificatore?

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