Video. Hackerato il museo archeologico di Napoli: “Blase è un pezzo di m…”

Il titolo dell’opera è “Sarcasmo archeologico” ed è una pietra esposta su una parete del Mann, che arriva direttamente dagli scavi di Pompei, su cui vi sono scritte testuali parole: “Blase è un pezzo di m***a”.

Una provocazione da parte dell’artista francese Blase, che una volta entrato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha posizionato la sua opera. Si tratterebbe di un’azione di hackeraggio, ma Blase tende a giocare spesso con i concetti di finzione e realtà.

Si tratta ovviamente di un falso, come potrebbe essere falso lo stesso hackeraggio. Una visita di cui i responsabili del museo erano molto probabilmente a conoscenza, ma l’artista dichiara invece che non sapevano cosa stesse accadendo.

L’unica cosa certa è che Blase era a Napoli nelle scorse settimane ad allestire la sua mostra “Non conforme all’originale” al SuperOtium Art Hotel in Via Santa Teresa degli Scalzi, inaugurata il 23 ottobre, in cui esponeva le sue opere di ritratti antichi, che afferma di aver ritrovato e restaurato, aggiungendo un tocco di modernità come uno smartphone, un cappellino da baseball o la coroncina e la fascia di Miss Francia.

La modernità che contamina l’arte tradizionale, ridefinendone il senso, inserendo elementi che rappresentano i nostri tempi.

Operazione sembra prendere spunto dal movimento Pop Art nato a metà del ‘900, che aveva la caratteristica di trasformare in arte oggetti presi dalla vita quotidiana del tempo.

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