Caserta, denuncia choc: “La mia Marianna morta perché mangiamo veleni”

terra dei fuochi

Si è spenta giovedì sera per una leucemia linfoblastica acuta: Marianna Rubino aveva 9 anni.

Pochi, troppo pochi per morire. Con lei si allunga l’elenco dei bambini morti di patologie tumorali nella Terra dei fuochi. Stamattina i suoi compagni di classe la saluteranno per l’ultima volta nella chiesa parrocchiale di Carinaro dove farà ritorno dall’ospedale Santobono.

Lì era stata ricoverata a seguito di una broncopolmonite intervenuta a spezzare i suoi sogni di guarigione dopo il trapianto di midollo a cui era stata sottoposta il 24 luglio scorso.

«Marianna è morta perché questo territorio è inquinato e noi mangiamo veleni». Ne è certa la mamma, Concetta Molitierno che in questi ultimi 4 anni ha accompagnato la figlia in un calvario tra tanti ospedali della Campania. «In questo territorio sono ancora troppo poche le persone impegnate e le istituzioni sono assenti. Io chiedo a tutte le mamme di unirsi, di svegliarsi se vogliono arrivare a vedere almeno i matrimoni dei loro figli».

Concetta ha perso le lacrime per piangere, ma non la forza per lottare. «Credo che venga da mia figlia. Il Signore con lei ha donato una gioia al mio cuore». Era coraggiosa, la piccola Marianna. «Ha sofferto molto, ma ha lottato fino alla fine – racconta la cugina Angela -. Ha combattuto per la mamma perché diceva di voler stare sempre insieme a lei».

Una bambina che anche nei momenti difficili consegnava alla signora Concetta le sue speranze: «Marianna sognava di tornare presto a scuola, stava bene con i suoi compagni, ma anche in ospedale era sempre attenta agli ammalati più piccoli. Li controllava, negli ultimi giorni si preoccupava di un bimbo che aveva problemi di respirazione».

L’instancabile padre Maurizio Patriciello ha chiesto sul suo profilo Facebook che per Marianna venga proclamato il lutto cittadino, invitando le persone semplici, ma anche i sindaci dei Comuni di Terra dei Fuochi a partecipare al funerale della piccola. Ricordando anche gli altri bambini morti per patologie tumorali, don Patriciello scrive: «Questi cari hanno pagato un prezzo altissimo per l’ingordigia, l’avarizia, la stoltezza, l’ignavia di uomini che di umano hanno conservato tanto poco. La bramosia di ricchezza di alcuni; la sete di potere di altri li hanno portati a sottoscrivere un patto scellerato sulla pelle della povera gente. Hanno inquinato, avvelenato, ucciso la nostra terra e i nostri figli. Al funerale di Marianna dovrebbero partecipare tutti i sindaci dell’Agro Aversano. Con la bandiera e la fascia tricolore a lutto. Marianna è nostra. Ci è stata rapinata. Questi bambini ci appartengono. Sono il nostro futuro. Occorre un sussulto di meridionale dignità. Il Governo centrale e quello regionale non possono continuare a fingere di ignorare o ridimensionare questo dramma».

Il sindaco di Carinaro, Mario Masi si dice pronto ad accogliere la sollecitazione di don Maurizio per un’iniziativa di sensibilizzazione sul territorio. «Come amministrazione abbiamo dato una mano alla famiglia in difficoltà, anche se non siamo in tempo per proclamare il lutto cittadino, condividiamo questa battaglia. Io da sindaco chiedo che lo Stato centrale mobiliti i soldati anche portandoli via dall’Afghanistan per far pattugliare i nostri territori. Con due soli vigili urbani non riesco a controllare le nostre campagne dove di notte si bruciano i rifiuti».

«Dobbiamo essere apologeti di speranza – ha detto infine monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ieri ad Aversa, a margine del Convegno pastorale diocesano (foto qui sopra a destra) – la speranza non è evasione ma responsabilità che in Terra dei Fuochi vuol dire vigilare, muovere all’impegno i responsabili della cosa pubblica».

Fonte: Il Mattino

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