Benzina. Il Governo molla, vincono i francesi: quando seguiremo il loro esempio?

Niente aumento della benzina per i francesi. Alla fine hanno vinto loro, i “Gilets Jaunes” che hanno costretto l’esecutivo (purtroppo anche con la violenza) a fare marcia indietro. La conferma della moratoria di sei mesi dell’aumento delle accise sul carburante, con tanto di appello allo stop delle violenze, è giunto dal premier transalpino Edouard Philippe che ha spiegato: “Bisognerebbe essere sordi o ciechi per non vedere o sentire la collera dei francesi. Ne misuro la forza e la gravità. Nessuna tassa merita di mettere in pericolo l’unità della nazione“.

Un dietro-front significativo, accompagnato da parole profonde. Come suona bene quell’appello per scongiurare il pericolo per l’unità nazionale: una cosa che in Italia non riusciamo neanche più a sognare. Spesso capita che gli italiani “etichettino” il popolo francese denigrandolo, eppure quel popolo ha tanto da insegnarci. Sì, perché loro hanno vinto una nuova battaglia, mentre gli italiani restano sempre fermi al palo, andando dietro come le capre (senza offesa per le capre) agli sviolinatori di turno che promettono il “mondo” per due voti, per poi lasciare lo stesso popolo senza nessun cambio di scenario.

Ovvio, non condividiamo la violenza, anche se questa a volte è figlia della disperazione. Sono stati tanti i francesi, infatti, che sono scesi in piazza in modo pacifico, ma uniti. Un’unità che purtroppo manca al Belpaese, dove ancora ci sono “guerre” e differenze tra Nord e Sud. La cosa ancor più triste, però, è che questa unità manca a partire dal basso, dalle nostre comunità, dai nostri quartieri, dalle nostre città. Sono anni che le amministrazioni comunali di Napoli, ad esempio, millantano cambiamenti epocali, ma alla fine i problemi sono sempre gli stessi: la camorra è ancora padrona dei nostri territori (facciamo solo finta di non vederla), l’immondizia continua ad essere gestita male e ad avvelenarci, il trasporto pubblico si sta rivelando sempre più una piaga dalla quale non riusciamo a guarire in nessun modo.

Queste sono solo alcuni dei punti dolenti della nostra società civile. Ma il popolo cosa fa? Nulla. Non si ribella (o ancor peggio si accontenta, spesso perché stanco), si lascia distrarre: la colpa è degli immigrati, la colpa è dello spread che sale e che scende, la colpa è di questo o quel partito, la colpa è della Juve che ieri ha rubato… Tutte “distrazioni”che portano a divisioni profonde che fanno solo il gioco di chi detiene il potere che ci vuole appunto divisi, perché ha paura di vederci uniti, ha paura della ribellione. Allora è chiaro che i francesi hanno tanto da insegnarci, soprattutto sul come difendere la nostra libertà e la nostra dignità. Chapeau Francia, chapeau!

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