Beni sottratti alla camorra nel degrado: che fine fanno le lussuose ville dei boss

Le Iene con l’inviato Giulio Golia sono approdati a Castel Volturno per girare un servizio di denuncia su quelle che sono le case e i beni appartenuti alla camorra e oggi lasciati nel degrado più totale.

Una sconfitta da parte dello Stato che nonostante abbia agito secondo fini giusti, togliendo alle organizzazioni criminali roccaforti imponenti e di lusso, non ha proseguito il percorso di legalità, incapaci di riutilizzare queste importanti strutture, ma lasciando che venissero consumate dal tempo, dall’incuria e dal vandalismo.

Una situazione che diventa ancora più drammatica in quanto la maggior parte delle case sequestrate in questa zona, sono circa 104 ed il numero è in crescita, si trova in una situazione di degrado imbarazzante che apre alla vista di chi vive a Castel Volturno uno spettacolo decisamente poco dignitoso. Purtroppo non è solo l’incuria del Comune e dello Stato incapace di attivare una politica dell’utilizzo ad offendere questa città, perché in molti casi sono gli stessi ex abitanti di quelle abitazioni o familiari che appartenevano al nucleo familiare camorristico ad entrare abusivamente in questa case e sfogare la loro furia vandalica, come vendetta, così da rendere questi beni dei veri e propri ruderi.

Ma se questo non bastasse, nel servizio de Le Iene alcuni cittadini hanno denunciato anche la drammatica situazione idrogeologica della zona. Il paese è stato per troppi anni epicentro di attività illegali e camorristiche, un territorio offeso e violentato e che oggi ne paga tutte le conseguenze: allegamenti inverosimili per le strade, al punto che alcuni cittadini si spostano con le barche da una casa all’altra, e una stabilità territoriale precaria, continuamente a rischio di crolli.

Per vedere il servizio completo delle Iene clicca qui

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più