Vecchioni: “L’Inter doveva lasciare il campo. Un gesto che varrebbe 30 scudetti”

Inter – Napoli in campo è finita 1-0 ma fuori dal campo la partita è tutt’altro che terminata. A dire la sua sugli episodi di razzismo visti allo stadio Meazza nei confronti del difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, c’è anche il celebre cantante nonché sfegatato tifoso dell’Inter, Roberto Vecchioni.

Tutti si sono schierati dalla parte del calciatore azzurro, anche il capitano dell’Inter, Mauro Icardi. Vecchioni ha rilasciato una serie di dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport. Ecco quanto evidenziato: “Sono sconcertato, ma sono anche convinto che non accadrà più. Sconcertato perché non me l’aspettavo e perché è accaduto a noi. L’Inter è prima di tutto un modo di pensare.

Ho vissuto questo fatto come un tradimento e non si può sempre dire che siano gruppuscoli, che siano comportamenti limitati a pochi. Ai tifosi della partita non importa niente e probabilmente neppure del colore della pelle di Koulibaly. Insultano lui perché è bravo.

Vecchioni sottolinea poi cosa, secondo lui, avrebbe potuto fare la sua amata Inter: “Avrei voluto che l’Inter fermasse la partita. Icardi avrebbe dovuto parlare con l’arbitro e dire “Noi ce ne andiamo”. Non spettava al Napoli chiederlo, ma all’Inter.

È un gesto che tutto il mondo avrebbe visto. Un gesto unico, che varrebbe 30 scudetti, altro che parlare di campionati e coppe”.

E di opinione differente invece il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Secondo quest’ultimo, i buu a Koulibaly non si tratterebbero di un episodio di razzismo ma di cori da stadio e la partita non andava sospesa. Difatti Salvini ha paragonato i cori razzisti ai buu ricevuti da Bonucci a Milano.

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