Anziana napoletana sola senza luce e gas: gara di solidarietà per salvarla

Napoli – Pochi giorni fa riportammo la triste storia, raccontata dal Mattino, di Clara, un’anziana di 90 anni ridotta alla miseria. La donna, residente a Fuorigrotta, era sola, come tante persone della sua età, senza marito, senza figli o qualcuno che si prendesse cura di lei. Come se non bastasse la tristezza della solitudine, si aggiunge le povertà. Nonna Clara viveva da settimane senza luce ne gas, costretta a riscaldarsi con sciarpe e coperte e vivere al lume di candela.

Deperita e magrissima, la donna non poteva neanche andare a comprarsi del cibo. Anche se avesse voluto spendere i pochi spiccioli rimasti per nutrirsi non avrebbe potuto muoversi da casa: vivendo all’ultimo piano di un palazzo non era più in grado di scendere le scale, visti gli acciacchi dell’età, e non disponeva della chiave per utilizzare l’ascensore. Addirittura la donna disse di stare meglio ricoverata in ospedale, dove almeno aveva riscaldamenti ed un pasto caldo ogni giorno.

Una simile storia non poteva non toccare il cuore dei napoletani. Con la diffusione della notizia è partita una vera e propria gara di solidarietà per assistere la sfortunata vecchina: in molti hanno persino chiesto l’indirizzo per andarla a trovare. Dalle parole si è arrivati presto ai fatti e molti sono andati da Clara per portarle qualcosa da mangiare. Alcuni si sono persino offerti di pagarle le bollette, ma lei ha rifiutato dicendo di non trovarle neanche più.

“Sono venute a trovarmi un sacco di persone – racconta l’anziana, nuovamente intervistata dal Mattino – e sono felice che tutti mi abbiano dimostrato affetto. Adesso chiedo di non lasciarmi sola perché quello che è successo a me può succedere a chiunque”. Intanto sono stati allertati anche i servizi sociali, che non avevano Clara fra gli anziani a rischio censiti.

Intanto, il presidente della X Municipalità Diego Civitillo ha promesso al Mattino che: “Vigileremo su queste realtà. Adesso pensiamo a stare accanto a Clara – aggiunge – cercando anche di capire come sia potuta arrivare a questo punto. Per il resto ci attiveremo per monitorare il territorio anche attraverso il supporto dei medici che per primi vengono a conoscenza di queste realtà”.

 

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