Disastro aereo in Etiopia, tra i morti c’è Sebastiano Tusa: prof del Suor Orsola Benincasa

Tra le otto vittime italiane del disastro aereo del volo Ethiopian airlines diretto a Nairobi c’è anche Sebastiano Tusa, 66enne archeologo molto conosciuto a livello internazionale. Era soprintendente del Mare della Regione Siciliana e docente di Paleontologia presso l’università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Palermitano di nascita si laureò alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e si specializzò in Archeologia Orientale con una tesi in Paletnologia. Dal 2000 era docente a contratto di Paletnologia presso il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo archeologico, dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli. E’ stato anche responsabile scientifico dello scavo dell’insediamento miceneo di Vivara e direttore dello scavo sottomarino presso le Formiche di Vivara, vicino Procida.

In queste ore, notizie terribili arrivano in riferimento alla tragedia aerea del Boeing 737 della Ethiopian Airlines. – dichiara il direttore del Mann e del Parco archeologico dei Campi Flegrei, Paolo Giulierini
L’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa, già Sovrintendente del Mare della Regione Siciliana, secondo le informazioni che ci arrivano era a bordo del volo, diretto in Kenya per un progetto dell’Unesco. Archeologo italiano, di fama internazionale è stato protagonista di celebri campagne di scavi in Italia e in tutto il mondo.
Con lui, il #MANN aveva avviato una serie di iniziative e firmato un protocollo per la tutela e la promozione dell’archeologia subacquea, grazie alla sua lungimirante visione.
E Sebastiano Tusa aveva anche la supervisione scientifica della mostra ‘Thalassa’, che sarà in programma al Museo da settembre prossimo.
Con la sua scomparsa tutto il mondo della cultura perde in modo brutale un intellettuale di prestigio assoluto, che lascia un vuoto incolmabile“.

Tusa con Napoli e la Campania aveva un legame speciale come raccontano i suoi ex studenti e i tanti colleghi della Facoltà di Lettere del Suor Orsola dove dal 2000 insegnava Paletnologia all’interno di Corsi di laurea, Scuole di Specializzazione e Master nel settore dei beni culturali. Ma nelle aule del Suor Orsola per tutti era soprattutto ‘l’archeologo del mare’.

Il mondo dell’archeologia perde un protagonista forse insostituibile di cui mi ha sempre colpito la passione con cui cercava nei fondali dei nostri mari le tracce degli uomini del passato. Per lunghi anni è stato un pilastro del nostro corpo docenti“. Così Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, ricorda Sebastiano Tusa.

Proprio a lui il 22 Marzo sarebbe toccato aprire al Suor Orsola il congresso internazionale sulle Nuove tecnologie per i beni culturali. Un congresso che sarebbe dovuta essere l’occasione per discutere di un nuovo progetto tra la Regione Sicilia e il Cluster Tecnologico Nazionale TICHE (Technological Innovation in Cultural Heritage) e che ora sarà l’occasione per presentare i risultati dei suoi ultimi studi sulla ricerca tecnologica in mare.

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