Circumvesuviana nel caos: EAV spiega i motivi (e incolpa i dipendenti)

Napoli – Non è un mistero che la Circumvesuviana, il principale mezzo di trasporto fra le varie città vesuviane, sia nel caos. Treni soppressi, tratte soppresse, ritardi, sovraffollamenti sono all’ordine del giorno ed ormai, chi è costretto ad utilizzare i treni quotidianamente, ci ha fatto una rassegnata abitudine.

In determinati momenti, poi, questi disagi esplodono in vere e proprie interruzioni del servizio, come durante i giorni festivi in cui non vengono garantite nemmeno le corse base. Ieri è stata annunciata una settimana realmente caotica per l’EAV: molti lavoratori non eseguiranno turni straordinari e, pertanto, molti treni e molte linee verranno soppressi a partire da oggi, con ulteriori disagi per i pendolari.

La direzione EAV, sulle pagine social, ha rilasciato una lunga nota in cui si giustifica e spiega i motivi alla base di simili disagi:

EAV è sotto organico da anni, per cui ricorre alle prestazioni di lavoro straordinario in maniera costante. Il lavoro straordinario è quindi indispensabile per svolgere il servizio. Per questo motivo abbiamo in corso 350 assunzioni e forse non saranno nemmeno sufficienti: probabilmente dovremo aumentare il numero delle assunzioni previste. Abbiamo avviato il concorso, primi in Italia, non appena è stato sbloccato il turnover a livello nazionale.

Abbiamo programmato nuovi treni e nuovi investimenti, ma ci mancano gli operatori di esercizio e di stazione.
In questi anni abbiamo molto lavorato con le organizzazioni sindacali, con reciproca soddisfazione, per migliorare le condizioni economiche e di ambiente dei lavoratori.

Tuttavia alle richieste di aumento salariali dobbiamo porre un limite se non vogliamo ritrovarci con un costo del personale che negli anni futuri non potremo sostenere e che metterebbe a rischio la ritrovata solidità economica e finanziaria dell’azienda. In una contrattazione aziendale abbiamo offerto aumenti medi mensili di 120 euro. Ci viene chiesto un aumento medio mensile di 300-400 euro ed aumenti generalizzati di parametri. Non possiamo accettare, non ce lo permettono i nostri controllori. Per 350 operatori avremmo un aumento del costo del lavoro di 3,5 milioni di euro, impossibile.

Per questo motivo oggi ci vediamo costretti a non subire passivamente quello che diventa un vero e proprio ricatto: “o mi dai quello che chiedo oppure ti blocco il servizio, sospendendo le prestazioni di lavoro straordinario”. Vero che il lavoro straordinario non è un obbligo per il lavoratore, ma non possiamo accettare alcune richieste che sono sostanzialmente in contrasto con la normativa contrattuale e soprattutto con la necessità di mantenere in equilibrio i conti dell’azienda.

Sono quindi costretto ad evidenziare che nei prossimi giorni, a causa del rifiuto di ogni tipo di lavoro straordinario da parte del personale di stazione, molte delle nostre stazioni saranno impresenziate e questo comporterà il taglio di alcuni servizi se non addirittura di alcune intere linee della Circumvesuviana, con notevoli disagi alla circolazione ed all’utenza.
Cedere alle richieste dei sindacati, in concorrenza tra di loro, oltre il ragionevole buon senso, produrrebbe un effetto a cascata nelle altre categorie lavorative, e vorrebbe dire non potere procedere al numero di assunzioni programmato e necessario per svolgere il servizio in maniera efficiente.

In altri termini siamo di fronte ad una scelta: o cediamo alle irragionevoli richieste di aumento degli attuali lavoratori o manteniamo il punto e come previsto procediamo alle assunzioni programmate. La questione è strategica, di sopravvivenza. Dobbiamo assumere proprio per non essere più costretti ad essere dipendenti dal lavoro straordinario.”

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