Salvini, non si protesta solo a Napoli: la Procura indaga sullo striscione di Salerno

A quanto pare, la città di Napoli non è stata l’unica, in questi giorni, ad alzare la voce contro la Lega e a organizzare le proteste più varie contro un ospite indesiderato come Matteo Salvini. Un episodio avvenuto a Salerno il 7 maggio aveva già fatto discutere, e più recentemente ha costretto la Procura ad aprire un fascicolo su questo caso.

A creare un tale scompiglio era stato uno striscione esposto da una donna sul balcone del suo appartamento, che dà proprio sulla piazza nella quale Matteo Salvini, poco dopo, avrebbe dovuto tenere il suo comizio. La scritta riportata sullo striscione, tratta dalla celebre canzone “‘O Scarrafone” è ormai diventata uno degli slogan anti-leghista per eccellenza: “Questa Lega è una vergogna“. Una frase riproposta sia dal fratello del compianto Pino Daniele, che l’aveva esposta a sua volta sul suo balcone in occasione della visita di Salvini a Napoli, sia dai numerosi attivisti che nel pomeriggio del 18 maggio hanno animato il centro partenopeo con il loro corteo anti-leghista.

Nel caso dello striscione di Salerno, però, la protesta non è passata inosservata neanche alla Digos, che, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, al momento sta indagando per “turbativa di propaganda elettorale“. Come ha spiegato il capo della polizia di Salerno Gabrielli, l’indagine si basa sull’articolo 99 del D.P.R. n. 361/1957, che recita così: “Chiunque, con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione di propaganda elettorale, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 3.000.000“.

Una legge che si riferisce dunque a chi, con qualsiasi mezzo, impedisca il regolare svolgimento di un comizio. Non sembra essere questo il caso dello striscione di Salerno, sul quale sta nascendo un dibattito sempre più acceso. In un video diffuso dall’Osservatorio repressione nella serata del 7 maggio si può vedere addirittura come la Digos avesse raccomandato alla proprietaria dell’appartamento di togliere lo striscione, “per evitare problemi con la giustizia“, e come l’anziana avesse agito di conseguenza. Non ci resta che attendere gli sviluppi della vicenda.

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