Commerciante ucciso da un cornicione, i colleghi: “Siamo abbandonati, la colpa è della politica”

Una tragedia, una fatalità, un vita perduta per sempre solo per una dannata coincidenza. E’ stata questa la tragica fine di Rosario Padolino, chi ieri è stato colpito da un cornicione che si era staccato da un palazzo e che lo ha ucciso sul colpo. Una morte evitabile e soprattutto che ha lasciato tanta rabbia e amarezza.

A voler ricordare il commerciante sono stati gli stessi colleghi, che non riescono a darsi pace: “Se si fosse fermato due minuti in più, sarebbe ancora vivo. La colpa è della politica”. Tutti sono ancora schioccati per l’accaduto, più di tutti un amico che ha visto consumarsi sotto gli occhi quella tragedia, il corpo dell’amico morire sotto a quei calcinacci. Quella mattina lo stava attendendo per prendere un caffè insieme, come ha riportato Repubblica.it.

Una situazione davvero insostenibile, che racconta una storia triste e di abbandono, come ha confermato un altro commerciante amico di Rosario: “Eravamo il primo centro commerciale di Napoli, ora guardatevi intorno, tutti i negozi sono chiusi. Una strada in salita e lunghissima senza trasporti di nessun genere. Vorrei sapere come deve fare un disabile ad andare al Duomo”. Un quartiere, una strada e tante persone lasciate in pieno abbandono.

Tutto è insicuro. Tutto decade in questo luogo. E nessuno ha mai fatto niente e continuano a non fare niente. Sono spesso gli stessi commercianti che nel loro piccolo cercono di abbellire la strada, arricchirla e renderla quantomeno bella esteticamente. Ma i palazzi devono essere messi in sicurezza quanto prima. Aggiunge poi un altro negoziante: “Noi inseguiamo la civiltà, mettiamo insieme i cartoni la sera, li leghiamo e li fermiamo con lo scotch. La mattina dopo li troviamo sparsi ovunque. Nessuno li preleva. Ormai non ci crediamo più. Io abito a Chiaia e vedo un’attenzione che qui non c’è. La pulizia, la sicurezza: non ci sono paragoni. Perché distruggere una strada come questa. Se chiamiamo i vigili, non vengono. Ma l’altro giorno hanno multato un negoziante per una tendina non autorizzata”.

Anche il Progetto Unesco non ha fatto altro che peggiorare la situazione, con cantieri aperti ovunque, rifiuti abbandonati e musei lasciati nell’oblio più totale.

 

 

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