Ponticelli. Il degrado continua anche dopo la morte del 14enne Paolillo

Sono trascorsi quattordici anni dalla morte di Francesco Paolillo, il quattordicenne che nel 2005 cadde da un muretto mentre cercava di aiutare un coetaneo in difficoltà, all’interno di un cantiere in viale Carlo Miranda, a Ponticelli. Nulla è cambiato da allora.
Il degrado e la pericolosità continuano a essere all’ordine del giorno in quell’area che sembra essere un limbo dove ogni responsabilità viene lasciata sospesa. Una grande discarica a cielo aperto senza alcuna recinzione posta tra la strada e i piloni in cemento che ancora spuntano dal terreno abbandonato. Carcasse di automobili, ammassi di rifiuti di ogni genere offrono una visione terrificante che fa da cornice alla tragedia sopra citata, che potrebbe ripetersi.

Si tratta di una zona posta sotto sequestro, ma non sottoposta ad alcun controllo, anzi frequentata dai ragazzini della zona. Ragazzini come Francesco che quattordicenne ci è rimasto per sempre.
In un’intervista rilasciata a Il Mattino, Alessandro Paolillo, fratello di Francesco e presidente di un’Associazione nata per ricordare il quattordicenne morto, ha detto:

“Stiamo cercando di far mettere la zona in sicurezza. Qui tutti fanno quello che vogliono e non ci sono controlli. Si raggiunge facilmente il punto in cui mio fratello perse la vita e non ci sono barriere o recinzioni che possano evitarlo. Il terreno è insicuro e pieno di rifiuti. Ci sono scarti di lavorazione edile, elettrodomestici ed automobili date alle fiamme. Un degrado continuo contro cui ci stiamo battendo da anni, ma su cui nessuno vuole intervenire”.

E l’emergenza non riguarda solo la vecchia zona cantierizzata. Il degrado continua anche fuori, dove ci sono fiumi di immondizia che portano, oltre al cattivo odore, anche animali pericolosi per la salute dei cittadini che abitano nelle zone limitrofe.

“Siamo in contatto costante con gli operatori ecologici” conclude Alessandro, “ma da soli non ce la fanno. Qui vengono tutti a sversare e le montagne di rifiuti crescono a vista d’occhio. Una delle discariche è anche a pochi passi dalle giostre costruite in memoria di Francesco ed ancora chiuse. In questo modo si nega il futuro dei bambini del quartiere che sono costretti a giocare in una strada abbandonata e piena di pericoli. Ponticelli, così come tutta l’area est di Napoli, è stata dimenticata dall’amministrazione comunale che non ha mai risposto alle nostre richieste di aiuto”.

Ci vorrebbe, dunque, un’attenzione maggiore da parte degli enti di competenza perché non si può morire a quattordici anni per una cosa del genere, né “accontentarsi” di una strada o di un parco giochi in onore di chi non avrebbe neanche dovuto essere messo in pericolo. Perché, ancora di più, non si può non fare nulla anche dopo una tragedia.

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