Di Maio sulla morte di Mario: “Per i responsabili il massimo della pena”

Luigi di Maio in un’intervista rilasciata a LaRepubblica si esprime in merito alla morte del vice-brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate a Roma nella notte tra giovedì e venerdì e a quanto scalpore abbia suscitato la foto che mostra uno degli indagati bendato che ha fatto il giro del web e che è arrivata anche in America:

“È chiaro che quella foto dell’indagato bendato non è bella. Bene ha fatto l’Arma a punire e trasferire i responsabili. Però non é neanche giusto buttarla in caciara e parlare quasi più della foto con la benda che di un servitore dello Stato ucciso con undici coltellate. Per i cui responsabili spero che si possa infliggere il massimo della pena. Anzi è doveroso per me essere dopo a Somma ai funerali del vicebrigadiere mio conterraneo, afferma Luigi Di Maio, che oggi alle 10:30 si trovava presso l’Università Federico II al dipartimento di giurisprudenza in quanto relatore d’eccellenza per la nascita dell’Osservatorio sul regionalismo differenziato.

Inoltre ieri Luigi Di Maio ha anche pubblicato un lungo post su Facebook dove afferma che:

“Quel che è accaduto al vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ci lascia ancora senza pace. In queste ore leggiamo tante ricostruzioni, mentre la famiglia è immersa nel dolore. Come già ho anticipato ieri chiederò di destinare parte del ricavato dal taglio dei nostri stipendi da parlamentari al fondo di assistenza predisposto dall’Arma, per sostenere i familiari non solo di Mario ma anche degli altri caduti, in passato, per difendere il Paese.
C’è un passo in più che però possiamo compiere. Ed è quello di equiparare il trattamento delle vittime del dovere a quello delle vittime del terrorismo. È un tema dibattuto da tempo a cui il Parlamento deve rispondere.
C’è già una legge del MoVimento 5 Stelle depositata dal nostro senatore Gianmarco Corbetta. Spero che si riesca presto ad incardinare in commissione e che il testo trovi il supporto di tutte le forze politiche.
In uno Stato di diritto è imprescindibile che i rappresentanti delle Istituzioni, che sacrificano le loro vite e la loro integrità per il bene della collettività, vengano adeguatamente tutelati”.

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