Carabiniere ucciso. L’avvocato di Finn: “Girare con un coltello? In America è normale”

I due ragazzi americani accusati di aver, uno ucciso e l’altro assistito all’omicidio di Mario Cerciello Rega, si trovano in carcere a Roma. I due sono stati fermati poche ore dopo il brutale assassinio e avrebbero testimoniato e confessato di essere stati loro ad aver ammazzato il carabiniere di Somma Vesuviana.

In queste ore hanno potuto incontrare anche i familiari che restano ancora molto scossi e sconvolti per l’accaduto. Intanto mentre la giustizia dovrà fare il suo corso e punire, una volta certificata la colpa con un processo, il presunto killer e il suo complice, i legali dei due ragazzi hanno rilasciato alcune dichiarazioni.

In particolare l’avvocato difensore di Christian Gabriel Natale Hjorth, il ragazzo accusato di concorso in omicidio e colui che è stato immortalato nella foto che lo vedeva bendato e in manette, ha detto: “È un ragazzo giovane ed è molto provato. Il papà è venuto ieri e tornerà nei prossimi giorni. Stiamo valutando se fare istanza al tribunale del Riesame”.

Mentre la situazione per l’altro ragazzo, Finnegan Lee Elder, è decisamente più complicata, essendo stato lui ad impugnare il coltello che ha tolto la vita al carabiniere. E riguardo al fatto che il ragazzo fosse armato, il suo avvocato ha cercato di sminuire il tutto: “Il ragazzo aveva un coltello. Certamente, almeno a San Francisco, in America non è una cosa sorprendente. Le persone lo usano per protezione”.

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