Strage in discoteca a Corinaldo. Fermata la banda: c’è anche il figlio di un boss dei Casalesi

Una tragedia che ha scosso tutti e ha gettato tutti nello sconforto assoluto, è stata quella che nello scorso dicembre avvenne a Corinaldo, presso la discoteca “Lanterna Azzurra Clubbing”. Una serata che aveva riunito tantissimi ragazzi, accorsi per sentire cantare dal vivo uno dei nuovi volti rapper “Sfera Ebbasta”, molto gettonato tra i giovanissimi. Ma la serata è stata rovinata da un gesto infantile, una bravata, un’azione puerile a causa della quale sono morti 5 ragazzi e una mamma.

Quella sera, infatti, qualcuno aveva reso l’aria irrespirabile per delle bombolette di spray al peperoncino rilasciate all’interno del locale. A causa di questo evento la folla si era accalcata all’estero, provocando il cedimento della balaustra e causando 5 morti e tantissimi feriti.

Dopo mesi di indagini, gli investigatori hanno fermato sei ragazzi, tutti i componenti di una banda che aveva già commesso “atti violenti e vandalici in passato”. Tra questi giovanissimi di età compresa tra i 19 e 22 anni, spicca il nome di U.D.P, originario di Caserta e figlio di un boss dei Casalesi che sta scontando la sua condanna in carcere per associazione a delinquere ed estorsione.  Il padre non è il solo ad essere “immischiato” con affari camorristici, anche il nonno del ragazzo 19enne e lo zio hanno la fedina penale sporca: il nonno, omonimo del ragazzo, è detenuto agli arresti domiciliari per intestazioni fittizie al clan dei Casalesi, mentre lo zio il fratello del padre è detenuto al 41 bis, sempre perchè apparteneva al clan di camorra.

Le Forze dell’ Ordine sono riusciti a fermare questi ragazzi grazie anche a delle intercettazioni telefoniche. Ora dovranno difendersi dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine e di omicidio preterintenzionale. Per martedì 6 sono stati fissati i primi interrogatori.

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