Omicidio Rea, Parolisi ha diritto ai permessi premio. L’indignazione del fratello: “Non si è mai pentito”

melania

ASCOLISalvatore Parolisi potrebbe uscire di prigione. Condannato a 20 anni di carcere per aver ucciso con 35 coltellate, nell’aprile 2011, la moglie Melania Rea, l’ex militare potrebbe servirsi dei premi stabiliti dell’articolo 54 dell’ordinamento carcerario.

Nello specifico, l’ordinamento prevede dei permessi accordati per buona condotta ai detenuti che abbiano già scontato metà della pena. Alla luce di ciò, Parolisi potrebbe ottenere fino a 45 giorni di libertà all’anno.

Tale richiesta ha suscitato l’indignazione dei familiari di Melania. «Per noi – dichiara Michele Rea, fratello della vittima – sarebbe come uccidere di nuovo Melania. La pena non è stata esemplare, ma ora concedere anche dei premi significa dimenticare chi è la vera vittima. Le condanne per chi commette un omicidio del genere sono ormai simili a quelle di chi spaccia o rapina, invece dovrebbe esserci una differenza netta. Credo che questo sia un pensiero non solo mio, ma di tutti gli italiani che si immedesimano con la famiglia Rea, perché un lutto del genere può capitare a tutti. I giudici che nel caso valuteranno se concedere o meno i permessi dovrebbero riflettere su che cosa ha fatto Parolisi, che tra l’altro non si è mai pentito: ha ucciso la moglie e lasciato senza madre una bimba di appena due anni».

La figlia di Melania, Vittoria, è oggi è una bambina di 10 anni, sulla quale Parolisi non ha più la patria potestà. «E’ una bambina serena – afferma Michele Rea –. Ha le sue distrazioni, i suoi amici, come tutte le coetanee. Ha già affrontato il discorso, ha le idee chiare, sa quello che deve sapere. Da questo punto di vista tutto procede al meglio, ma soltanto grazie a chi in questi anni l’ha cresciuta e non certo al papà».

Riguardo la possibilità di ottenere i premi, l’avvocato di Parolisi, Nicodemo Gentile, fa sapere: «I tempi ci sono ma voglio precisare che al momento Parolisi non ha presentato richieste, anche se ovviamente abbiamo discusso di questa opportunità».

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