Cliente insultato perché gay. Caffè Gambrinus: “E’ stato solo uno sfottò, tutto chiarito”

Photo: dalla pagina Facebook Arcigay Napoli

Un episodio spiacevole che vede protagonisti un giovane ragazzo gay e una dipendente del noto Caffè Gambrinus. 

Domenica 29 settembre, Emanuele Luigi Cuomo si reca al Gambrinus per ordinare dei dolci, insieme a sua madre. Per via della confusione, il giovane fatica a parlare con la commessa che irritata, dopo che Emanuele gli indica ciò che vuole comprare, gli avrebbe risposto: “Ma io come faccio a capire che cosa vuoi”. Il protagonista della spiacevole vicenda avrebbe spiegato che non riusciva a leggere i cartellini. La dipendente avrebbe ribattuto: “È inutile che mi prendi per scema” e si sarebbe girata dicendo a un suo collega: “Arò è asciut stu ricch…”. Emanuele a quel punto le avrebbe risposto: “Anche se sono omosessuale, ho più educazione di lei”. E di tutta risposta gli sarebbe arrivato un “Accirt”.

Il comitato Arcigay  Antinoo di Napoli ha espresso tutta la solidarietà al giovane. Una lunga conversazione tra il comitato e la direzione del Gambrinus si è svolta in questi giorni, trattando questioni sensibili, ciò che si innesca sempre più spesso nelle aziende, attraverso linguaggi sessisti. Luigi ha vissuto la vicenda con notevole maturità e ha voluto togliere il post della denuncia, che era più uno sfogo, dalla sua pagina Facebook.
Il comitato ha incontrato la dipendente, protagonista della vicenda, alla quale hanno espresso il desiderio di instaurare azioni di formazione, con l’azienda.

Dello spiacevole accaduto ne abbiamo parlato con Massimiliano Rosati, socio del Gambrinus: “Non siamo potuti intervenire, perché lontani, non c’era un responsabile in zona, abbiamo interpellato la dipendente, ma lei dice di non aver detto niente di omofobo, se non “accirt”, spiega Rosati. “Forse lei l’ha detto senza pensare, perché c’è ancora un background culturale da formare, per persone di altre etnie, stili di vita. Ma, ora abbiamo chiaro con Daniela Falanga, presidente di Arcigay e anche con Luigi”.

“Alla fine quando si lavora in un locale di punta, c’è molto stress –  ha continuato Massimiliano Rosati – può scappare l’embolo e purtroppo non ho controllo su tutto. La dipendente si è scusata, Luigi ha accettato le scuse, cancellando anche il postInfatti, per il giovane protagonista della spiacevole vicenda perché “è stato solo uno sfogo, non voleva alzare un polverone mediatico”, come dichiara Rosati. “Sia la mia dipendente che Luigi erano entrambi mortificati, ma si sono chiariti. Nessun atteggiamento omofobo, ma solo uno sfottò, ha aggiunto Massimiliano, chiarendo la situazione. Rosati ha anche spiegato come il Gambrinus sia stato protagonista, in passato, di un esperimento sociale con Fanpage: “Una trans faceva finta di litigare con un cameriere, che non lo voleva far andare in bagno. L’attrice inscenava di essere cacciato dal bagno. I napoletani sono stati solidali”.

“Da parte della nostra dipendente nessun atteggiamento omofobo, è stato solo un equivoco, nulla di discriminatorio. Con Daniela Falanga abbiamo trasformato l’incontro in energia positiva, proponendo di fare altre iniziative al Gambrinus per rompere il retaggio culturale” , ha concluso Rosati.

Il comitato Arcigay e la direzione del Gambrinus hanno saputo ritrovare un intesa comune, lavorando per un bene superiore, quello degli altri.

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