Libero il boss che uccise Simonetta Lamberti. La sorella: “Non posso accettarlo”

Ha destato scalpore la notizia del provvedimento con cui Antonio Pignataro, 62 esponente della Nco e della Nuova Famiglia a Nocera Inferiore, è tornato a piede libero. Questo nonostante l’uomo si fosse reso colpevole dell’omicidio di una bambina nel 1982. Ma è sopratuttto la sorella di Simonetta Lamberti, la piccola vittima del boss, ad essere rimasta sotto shock.

Era stato l’avvocato del boss Pignataro, Antonio Sarno, a presentare un’istanza poi accolta dal tribunale di Nocera Inferiore. Antonio Pignataro, al quale erano stati diagnosticati due tumori, aveva infatti chiesto di poter fare ritorno a casa. I giudici hanno accolto la richiesta e hanno stabilito per l’uomo l’obbligo di dimora nel comune di Nocera Inferiore e il divieto assoluto di poter uscire di casa dalle 10 di sera alle 8 del mattino.

Questo provvedimento, però, non è sembrato affatto sufficiente a Serena Lamberti. A sedici giorni dal compleanno di sua sorella Simonetta, che non potrà mai festeggiare i suoi 48 anni, Serena espriome tutto il suo dolore. “È vergognoso“, afferma Serena Lamberti. “Devono spiegarmi perchè questo camorrista assassino è tornato a casa dalla sua famiglia. È tornato libero. Devono dirmi in faccia perché. Io lo pretendo“.

Non è la prima volta che ad Antonio Pignataro vengono concessi gli arresti domiciliari. Il boss li aveva ottenuti quattro anni fa, per poi finire di nuovo in carcere con l’accusa di associazione camorristica e scambio elettorale politico mafioso. Insomma, l’uomo ha mostrato tutto tranne che una buona condotta. Eppure i giudici non hanno esitato a rimetterlo in libertà.

Io non posso accettarlo” Questo lo sfogo della sorella di Simonetta Lamberti. La donna conserva il ricordo indelebile di quell’efferato omicidio, e a ogni compleanno mancato della sorella la ferita sembra riaprirsi. “Io non arrivo a comprendere come sia possibile questa vergogna. Tutto ciò non è umanamente accettabile. Io non ci riesco. Perdonatemi“.

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