Padula, Gesù bambino nasce su un barcone tra i migranti: subito è polemica

Foto di Erminio Cioffi, giornalista

Siamo nel comune di Padula, in provincia di Salerno, e durante un’esposizione presepiale si è aperta una polemica.
Tra i presepi in esposizione ce n’è uno che si allontana dalla tradizione abituale e si avvicina più alla critica sociale.
Il presepe in questione prende Gesù bambino dalla “tradizionale” mangiatoia e lo mette su una barca di migranti. Alla sua destra c’è San Giuseppe, alla sinistra la Madonna. A far da contorno alla sacra famiglia, pastorelli e pastorelle con pelle color ebano.

Nessuna grotta, quindi, ma un presepio mosso dalle onde del mare che fa da base all’intera installazione.
Una mossa, chiaramente, provocatoria che chiede riflessione e provoca dibattito su un tema di cui si parla tanto e, troppo spesso, male.

Si tratta di uno dei presepi che danno vita al percorso tra le chiese e i vicoli del centro storico di Padula. Percorso nato dal lavoro dall’associazione “Amici del presepio”, sezione Pietro Gallo.
Siamo sicuramente al cospetto di un’installazione sui generis che crea curiosità e, in alcuni, anche polemica.

Il presepe in questione si trova all’interno della chiesa di San Nicola de Donnis e sin dai primi scatti pubblicati sui social è stato oggetto di discussione.
Spicca tra tutti il Questore della Camera e parlamentare salernitano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Gesù bambino – commenta a Repubblicaè nato in una mangiatoia sotto ad una capanna. E non su una barca di migranti. Basta mistificare le nostre tradizioni soprattutto in vista del Natale”.

E ancora: “Con questo presepe che messaggio si vuole trasmettere ai più piccoli? Che l’Italia deve essere invasa da migliaia e migliaia di clandestini per lo più islamici e far pensare che anche Gesù fosse un immigrato? Siamo alla follia. Le nostre tradizioni – continua Cirielli – non possono essere piegate agli interessi degli scafisti o dei padroni delle cooperative dell’accoglienza e non si può assolutamente calpestare la veridicità dei nostri Vangeli”.

Inomma, è la storia degli ultimi anni italiani: c’è chi sente l’esigenza di “difendere” le proprie tradizioni, chi di “denunciare” cosa succede oltre il nostro, ma non solo nostro, Mediterraneo.
E proprio in quel mare che divide e unisce, in base ai diversi punti di vista, ci muoiono persone.

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