Bambina malata scrive ai protagonisti di “Me contro te”: “Vorrei giocare con voi”

Foto Facebook-Me Contro Te

Il film “Me contro te” sta già facendo sognare migliaia di bambini. Il successo che sta registrando è strepitoso, tanto da battere addirittura il record di incassi di “Tolo Tolo”. Ma a riscuotere un successo ancora maggiore è stata una semplice, toccante lettera ai protagonisti di “Me contro te”. A scriverla una bambina malata, che purtroppo non può vedere i suoi idoli al cinema.

A rendere pubblica la lettera sui social è stato il personale medico del reparto di pediatria dell’Ospedale San Giuseppe Moscati, di Avellino, dove è ricoverata la bimba. “Cari Lui e Sofi mi chiamo G. ho 7 anni e sono una vostra fan“, scrive la piccola. “Seguo tutti i giorni le vostre avventure. Anche io, come voi, combatto contro il mio “signor S”: lui è forte ma io lo sono ancora di più“.

Nel film, il “signor S” è l’acerrimo nemico dei due protagonisti, che rapisce Luì e Sofi e tenta di sostituirli con dei cloni. Il nemico che ha rapito questa bambina alla sua vita quotidiana è di natura diversa, ma non è meno spaventoso. La piccola si ritrova a tutti gli effetti “prigioniera” in un letto d’ospedale, senza molte possibilità di svago.

Grazie ai vostri giochi, ai vostri scherzi, alle vostre canzoni e ai cagnolini Kira e Ray mi torna il sorriso, e lui mi fa meno male“, continua la piccola. “Purtroppo, però, ultimamente lui è diventato così forte da non permettermi di andare a scuola, di vedere i miei amici, di andare al cinema a vedere il vostro film, ma sono sempre a casa o in ospedale“.

È qui che la bambina apre il suo cuore svelando un suo grande desiderio: “Qualcuno mi ha detto che potevo esprimere un desiderio… vorrei incontrarvi almeno una volta, giocare un po’ e insieme a voi, sconfiggere il mio “signor S”!!! Ciao”.

Non ci resta che sperare che questa toccante lettera arrivi ai Me contro Te. Perché i due idoli del momento, che divertono tanti bambini con le loro avventure, possano aiutare anche questa piccola, almeno per un po’, ad avere meno paura del suo “signor S”.

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