Verdoliva su coronavirus: “Siamo in grado di gestirlo, ci spaventa di più la psicosi”

Il mondo intero è in allarme per via del virus cinese, e anche a Napoli ultimamente il rischio psicosi è molto sentito. Per questo, Ciro Verdoliva interviene a calmare gli animi a proposito del coronavirus e del rischio contagio. Il direttore generale dell’Asl Napoli 1 ha parlato dell’argomento ai microfoni Radio CRC.

È partita una macchina organizzativa importante, che vede dei protocolli ben organizzati in tutto il mondo“, ha affermato Verdoliva. “L’Europa, e anche l’italia, hanno già messo in campo delle procedure che possono verificare l’arrivo del virus. La Commissione Sanitaria, nel 2019 aveva già segnalato una particolare polmonite. Dopodiché il 21 gennaio si sono verificati dei casi più globalizzati, quindi l’Oms ha iniziato a prendere provvedimenti.

I tempi sono stati giustissimi. Il ministero della Salute ha trasmesso una circolare. L’Asl Na 1 ha individuato i dispositivi in generale, ha trasmesso ai dipendenti delle linee guida per l’accettazione dei pazienti e, con il 118, ha messo in campo dei protocolli, perché anche in prima linea è importante dire ai nostri dipendenti come comportarsi, onde evitare il contagio”.

Ciro Verdoliva, parlando del coronavirus, si sofferma anche sul rischio psicosi. “Questi sono momenti molto delicati per chi ha delle patologie di base che, sommate ad una semplice influenza, possono dare dei problemi. Una bronchite, una polmonite, che possono essere una complicazione di un’influenza,  fanno venire il dubbio ‘e se fosse il Coronavirus?’.

Si sta mettendo in campo tutto ciò che è prevenzione e controllo, così da evitare che la patologia si introduca nel territorio, ma anche se accadesse, stiamo lavorando assieme per far fronte al virus. Dobbiamo solo stare attenti a non sottovalutare questa cosa.

Si è attivato, per quanto riguarda il contesto regolare, un contatto di tutti i presidi ospedalieri. Il Cotugno è l’ospedale più importante del sud Italia per quanto riguarda le malattie infettive, quindi siamo pienamente in grado di gestire la situazione anche da soli.

Abbiamo due stanze di isolamento e siamo assolutamente pronti ad affrontare qualsiasi emergenza e trasmettere un messaggio che non possa generare psicosi nei cittadini, che ci spaventa di più. Da qualche giorno potrebbe incrementare l’influenza stagionale, che porterebbe ad ulteriori allarmismi“.

Anche Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’ospedale Cotugno di Napoli, parla a Radio CRC. “Rispetto a quello che si è verificato con la Sars, oggi tutte le parti del mondo si sono dotate di sistemi di controllo così importanti che sarebbe davvero difficile la diffusione del virus. La Cina ha messo in isolamento 40 milioni di persone. I criteri di prevenzione sono quelli che si adottano per una banale influenza, come il lavaggio delle mani.

Siamo un pronto soccorso attivo 24 ore al giorno e ci sono tante persone che chiedono informazioni. La mascherina? È eccessivo. Bisognerebbe entrare in contatto con una persona contagiata negli ultimi 14 giorni per far sì che il virus si diffonda. Parliamo di un virus per cui non esiste un vaccino, per questo c’è la possibilità anche di decesso“.

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