Da Vo’ a Lodi: in molti non rispettano la zona rossa e contagiano altre città

zona rossa

Quattro casi che fanno riflettere ma che potrebbero essere molti di più. Gli italiani non stanno rispettando le raccomandazioni imposte dal governo per evitare il rischio contagio e molti di loro, anche se influenzati, stanno andando in giro per l’Italia o addirittura all’estero. Alcuni lasciano anche la zona rossa con il risultato di vedere un aumento nel nostro Paese di persone positive al coronavirus.

TORINO – Una coppia di circa 80 anni è stata ricoverata nel reparto di Medicina generale delle Molinette di Torino. Si credeva fosse una semplice influenza ma la coppia è peggiorata ed è stata sottoposta a tampone. I due sono risultati positivi al Coronavirus. I coniugi però hanno omesso un particolare molto importante. Non avevano dichiarato che avevano ricevuto la visita proprio in quei giorni del figlio, che lavora nella “zona rossa” di Lodi. Risultato? L’uomo è ora in gravi condizioni e ricoverato in rianimazione, mentre tutto il reparto (medici, infermieri e pazienti) è in quarantena.

INDIA – 16 italiani sono stati trovati positive in India. Tutto sarebbe partito da un medico italiano e sua moglie in viaggio con una comitiva di connazionali. Il gruppo di turisti era arrivato in India proprio da Lodi lo scorso 21 febbraio. Il 22 sono scattate le restrizioni ma la coppia non si è messa in autoisolamento continuando a girare per il Paese. Anche l’autista che li accompagnava si è ammalato.

VO’ – Un cinquantenne di Vo’ Euganeo, zona rossa in provincia di Padova, è andato a sciare in Trentino. Nessuno si sarebbe accorto del suo allentamento dalla città se non fosse caduto. L’uomo infatti si è rotto il femore e i medici hanno deciso di segnalarlo ai carabinieri. Non si sa se si fosse allontanato prima che Vo’ venisse messa in quarantena ma comunque il 50enne ha deciso di non tornare a casa ma proseguire la sua vacanza sulla neve. Sottoposto a tampone, l’esito è stato per fortuna negativo.

FOGGIA – Un uomo di 75 anni è morto a San Marco in Lamis, piccolo comune in provincia di Foggia. I suoi funerali si sono svolti con un centinaio di invitati. Soltanto dopo è stato scoperto che l’uomo era positivo. A fine gennaio era infatti stato a Cremona. Un caso che ha fatto scattare un’inchiesta.

Questo l’aggiornamento del presidente della regione Puglia, Michele Emiliano:

 

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