Il Coronavirus sembra stia colpendo duramente le aree più inquinate d’Italia

Dopo un mese dal blocco totale di infrastrutture e del nostro regolare stile di vita con l’imperativo #staiacasa, sembra che l’inquinamento sia diminuito. In molti, ad oggi sostengono la correlazione tra effetto climatico e Coronavirus. Il Covid-19 sembra colpisca in modo più massiccio le aree più inquinate d’Italia.

In Italia, ogni anni, 43 mila morti sono attribuiti ai veleni presenti nell’aria e si crede che il Coronavirus riesca a procedere più velocemente in aree a grande concentrazione industriale, quindi altamente inquinate. La correlazione tra inquinamento atmosferico ed infezioni delle basse vie respiratorie è ormai scientificamente dimostrata, ha spiegato Giovanni Ghirga al quotidiano Business Insider Italia. Il membro dell’Associazione medici per l’ambiente ha scritto, in una lettera pubblicata dal British Medical Journal, che esiste una relazione tra lo scoppio della pandemia in Cina e Italia del nord. Nei posti citati l’indice di qualità dell’aria è basso, velenoso.

Le aree di maggiore diffusione del Covid-19 sono le stesse dove si verificano più casi di patologie oncologiche: Bergamo, e soprattutto Brescia, hanno i numeri più alti di bambini malati di cancro, ha riferito Antonio Marfella, dirigente medico responsabile di Farmacoeconmia presso il Pascale di Napoli. Altresì, sembra infatti che la mortalità italiana causata dal Coronavirus è molto più alta in Lombardia. “Il fatto che da noi sia così grave potrebbe dipendere anche da una nuova mutazione. Un fenomeno niente affatto raro nei virus, ma è evidente che l’inquinamento ha una grande responsabilità”, ha continuato, poi, Antonio Marfella.

Da sottolineare è che ogni anno, nel nord Italia, vengono superati i limiti di polveri sottili. Il primo paese in Europa per morti correlate è l’Italia come considerato dall’Agenzia europea per l’ambiente. Due pandemie si stanno sovrapponendo l’una sull’altra: quella del Coronavirus e dell’aria.

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