Personale sanitario sotto stress: suicida Daniela, infermiera della terapia intensiva

infermiera suicida

In Italia sono circa 5 mila gli operatori sanitari che hanno contratto il coronavirus. Praticamente il 9% dei casi totali, una percentuale molto alta che sottolinea l’importanza di misure di precauzione adeguate e lo sforzo in prima linea fatto dal personale medico. 23 i decessi, tra cui anche un medico legale.

Molti operatori sanitari in questi giorni sono sotto stress. Come sottolineato dal Commissario per l’emergenza Angelo Borrelli, questa è una guerra. E loro si trovano al fronte a combattere contro un nemico invisibile che si insinua dentro e ti distrugge. E i numeri dei decessi sono impietosi, circa sei mila. Ma prima quei pazienti sono persone che non non sono riuscite a dire addio ai propri cari e sono morte sole. Una sofferenza vista e trasmessa anche agli infermieri e ai medici che cercano ogni giorno di salvare quante più vite. Ma alcuni di loro somatizzano il dolore degli altri e arrivano a compiere gesti estremi.

E’ quanto successo a Daniela, un’infermiera di 34 anni che lavorava nel reparto di Terapia intensiva all’ospedale San Gerardo di Monza. La donna ha deciso di togliersi la vita. Era a casa in malattia e non si sa se fosse anche lei positiva. A darne notizia  la Federazione nazionale degli infermieri in un comunicato:

“La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche esprime tutto il dolore e la costernazione degli infermieri alla notizia di una giovane collega che non ce l’ha fatta più e tutti i 450mila professionisti presenti in Italia si stringono uniti e con forza attorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi.

Si chiamava Daniela e aveva 34 anni. Assegnata alla terapia intensiva del San Gerardo di Monza, uno dei maggiori fronti italiani della pandemia, ha deciso di togliersi la vita.

Ciò che Daniela ha vissuto nell’ultimo periodo, anche se non sono ancora note tutte le cause del gesto, ha pesantemente contribuito come la goccia che fa traboccare il vaso. Lo affermano anche i colleghi che le sono stati vicini nei momenti in cui, in quarantena con sintomi, viveva un pesante stress per la paura di aver contagiato altri.

L’episodio terribile, purtroppo, non è il primo dall’inizio dell’emergenza COVID-19 (analogo episodio era accaduto una settimana fa a Venezia, con le stesse motivazioni di fondo) e, anche se ci auguriamo il contrario, rischia in queste condizioni di stress e carenza di organici di non essere l’ultimo. Ma non può certo nemmeno essere commentato ora.

È sotto gli occhi di tutti la condizione e lo stress a cui i nostri professionisti sono sottoposti e di questo e di quanto sarebbe stato possibile fare in tempi non sospetti e che ora riteniamo sia non solo logico e doveroso, ma indispensabile fare, riparleremo quando l’emergenza sarà passata. Ora non è il momento, ora è il momento solo di piangere chi non ce l’ha fatta più.

Non facciamo la conta dei positivi e dei decessi per COVID-19, che non sono pochi. Ognuno di noi ha scelto questa professione nel bene e, purtroppo, anche nel male: siamo infermieri. E gli infermieri, tutti gli infermieri, non lasciano mai solo nessuno, anche a rischio – ed è evidente – della propria vita. Ora però basta: non si devono, non si possono, lasciare soli gli infermieri”.

Daniela era in malattia ma non aveva ricevuto nessuna comunicazione di positività. In una nota all’Agi, il Direttore Generale Mario Alparone della Asst di Monza spiega:

“La collega era a casa in malattia dal 10 marzo e non risultava in stato di sorveglianza per positività accertata o in corso di accertamento. Sono in corso al momento le verifiche da parte delle competenti autorità giudiziarie. Siamo rimasti fortemente scossi dall’apprendere che la nostra infermiera abbia compiuto un gesto così estremo. Ho espresso al padre della nostra infermiera la nostra forte vicinanza in questo momento di enorme dolore, che si somma alla difficilissima situazione emergenziale che stiamo fronteggiando”.

 

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