Nuova possibile cura per il covid-19: malati trattati con il plasma di pazienti infetti e ora guariti

covid plasma

In questo mese sono diverse le cure che si stanno sperimentando per sconfiggere il coronavirus. Questo nemico invisibile si insinua dentro di noi e al momento non ha un vaccino che lo sconfigga. Dalla Cina, al Giappone, passando per l’Italia, sono diverse le medicine che si stanno somministrando ai pazienti più gravi.

Ora una nuova possibilità, già sperimentata su oltre mille pazienti a Wuhan, arriva da Pavia. Alcuni malati di covid-19 hanno infatti ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus. Il loro sangue ha già sviluppato gli anticorpi e messo in circolazione potrebbe aiutare anche altri corpi a svilupparli. La plasmaterapia si sta sperimentando al Policlinico di Pavia. Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l’Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati una coppia di marito e moglie. Entrambi medici di Pieve Porto Morone (in provincia di Pavia), primi casi di contagio da Covid-19 nella città che hanno messo a disposizione il loro plasma.

La procedura è semplice, bastano 20 minuti, e pare efficace. Sono nove i casi su cui si è proceduto alla trasfusione che avrebbero dato buoni risultati. Numeri però ancora troppo bassi per poter annunciare che si è trovata una possibile soluzione.

Intanto in Campania prosegue la sperimentazione di due farmaci. Al Pascale si proverà infatti l’Avigan, l’Istituto nazionale dei tumori di Napoli parteciperà al trial clinico internazionale, coordinato dai ricercatori cinesi, per testare l’antivirale e la sua efficacia nella cura dei pazienti Covid. Un farmaco che è in commercio in Giappone ma che avrebbe diverse controindicazioni pesanti.

Mentre al Cotugno continua con successo la sperimentazione con una serie di farmaci a base di Tocilizumab.  Il medicinale anti-artrite è ora in prova anche in altri ospedali italiani e pare riduca notevolmente le infiammazioni gravi.

Mentre si continua a cercare un vaccino. L’ultimo potrebbe essere un cerotto.

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