La storia di Ilenia, guarita dal Coronavirus: “Ho ancora gli incubi la notte”

Io resto a casa“: questo è lo slogan che sentiamo ripetere ormai da un mese, che vediamo rimbalzare su tutti i canali TV e sui social, lo slogan che indica chiaramente la nostra unica arma contro il Covid-19. Ma non c’è nulla che ci convinca di più a restare a casa delle testimonianze di chi ha contratto questa terribile infezione. Ilenia, una delle pazienti guarite dal Coronavirus, racconta la sua storia a Dire.

Ilenia ha 49 anni ed è rimasta ricoverata per 16 giorni all’ospedale Santa Maria delle Grazie (la Schiana) di Pozzuoli. “È stato proprio un incubo“: così Ilenia comincia a raccontare la sua disavventura con il Coronavirus. “Si sta male, ora ne sto uscendo e continuo ad avere incubi la notte. E io sono tra quelle che sono state ‘poco male’. Chi può resti a casa, lo faccia per sé e per tutti gli altri”.

Ho iniziato ad avere la febbre, che ho trattato con tachipirina, il 12 marzo“, racconta la donna, “insieme ad un leggero affanno. Sono un soggetto asmatico, pensavo fosse legato all’allergia dato l’avvicinarsi della primavera. Dopo un paio di giorni il primo contatto con il mio medico curante che mi ha prescritto antibiotico e cortisone, ma la febbre non scendeva e il fiatone cominciava ad aumentare.

A quel punto ho chiamato il 118, che mi ha visitato sotto casa e, dopo aver controllato che la saturazione fosse buona, mi ha consigliato di non andare in ospedale perché non mi avrebbero ricoverato, dati i buoni parametri”. Tuttavia, passato qualche giorno, Ilenia ha chiamato nuovamente il medico, che le ha consigliato di allertare i soccorsi. “A quel punto ho insistito e mi hanno portato in ospedale“.

Quando sono arrivata alla Schiana la mia saturazione era discreta, continuavo ad avere l’affanno iniziato a casa e subito mi hanno fatto eco e tac polmonari: il verdetto è stato polmonite bilaterale interstiziale. Il primo tampone, il cui esito è arrivato dopo qualche giorno, era negativo, ma da subito mi hanno trattato con una delle terapie che si stanno usando per il Covid-19.

Dopo due giorni dall’inizio del ricovero le mie condizioni sono peggiorate e mi hanno trattato per 4 giorni con cpap (supporto per la ventilazione meccanica a pressione positiva continua). In seguito mi hanno messo la mascherina d’ossigeno, poi di nuovo cpap per un’intera giornata, e infine sono tornata alla mascherina per poi togliermi definitivamente il supporto il giorno dopo, in cui, quindi, respiravo senza alcun ausilio.

Da qui è iniziata la mia guarigione e mi aspetta un percorso lungo. I medici sono stati chiari sul fatto di dover stare a riposo e, per sicurezza, mi hanno dato altri 10 giorni di quarantena a partire da venerdì scorso, il 3 aprile, quando mi hanno dimessa”.

Il percorso non sarà semplice, ma il supporto dei medici è stato fondamentale per uscire dal tunnel del Covid. E adesso sta a noi fare la nostra parte perché siano sempre meno le persone colpite da questa malattia.

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