Coronavirus. L’Asl di Napoli “inventa” una barriera per proteggere gli anestesisti

Coronavirus. Chi in queste settimane è in prima linea rischiando la salute sono i medici, in particolare gli anestesisti. “Aereosol Stop” questo è il nome della scatola anti Covid-19 che farà da schermo tra loro e i pazienti.

Come riportato da AskaNews, grazie all’idea della dottoressa Maria Rosaria Basile, responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione dell’Asl,  questi ultimi possono tutelarsi.

Tutti gli ospedali dell’Asl Napoli 2 nord saranno dotati di queste apparecchiature nelle prossime ore.

Direttamente da una attenta analisi dei modelli di protezione usati in Cina, è stata presa l’idea di una barriera in plexiglass che serve a proteggere il medico anestesista dal contato diretto col paziente da intubare.

Effettuando questa operazione si è a stretta vicinanza con il paziente e nel caso in cui fuoriesca una carica di aereosol, la barriera funge da protezione.

Ecco le sue parole: “Il momento in cui si intuba un paziente è molto delicato, – spiega la dottoressa – l’anestesista è costretto a stare in prossimità di bocca e naso del paziente e può capitare che vi sia una dispersione di aerosol, generalmente portatore di una forte carica virale. Per svolgere queste operazioni, infatti, si usano sempre le massime protezioni possibili. In Cina si sono “inventati” una scatola in plexiglass che si posiziona sulla parte superiore del paziente e, fornita di due ingressi per le braccia, permette di intervenire sul paziente senza esporsi al rischio di esposizione diretta all’aerosol. Ci è sembrato un sistema facile e intelligente che può assicurare un elevato livello di protezione, per questo abbiamo pensato di realizzarne una nostra versione”.

Bizzarro pensare che questa geniale idea sia venuta in mente alla dottoressa dopo aver visto una barriera più meno identica in una panetteria.

Dopo aver chiesto curiosità in più al titolare, si è passati alla realizzazione del primo modello con la collaborazione dell’infermiere Antonio Sabatino dell’ospedale di Giugliano e con la sponsorizzazione dell’avvocato Raffaele Pacilio (cugino dell’infermiere)  per le donazioni per la realizzazione del dispositivo a favore dell’ASL Napoli 2 Nord.

In merito alla vicenda si è espresso anche Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord: “Tutti i nostri servizi stanno lavorando in collaborazione per dare il proprio contributo alla gestione di questa Pandemia sul nostro territorio. Medici, infermieri e OSS sono in prima linea, ma dietro di loro ci sono i Tecnici e gli Amministrativi; senza il loro contributo, il lavoro dei sanitari sarebbe impossibile. Ringrazio tutti, dal primo all’ultimo per il senso di responsabilità, la maturità e l’impegno che ciascuno sta dimostrando”.

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