VIDEO. Nuovo attacco al Sud, il direttore Senaldi: “Cosa devono riaprire? Non hanno più aziende”

senaldi sud

Nuovo attacco al Sud e alla decisione di alcuni governatori (quello della Campania, Vincenzo De Luca, e quello della Calabria, Jole Santelli) di mettere in quarantena chi viene dalle regioni del Nord. Nel corso della trasmissione di Rete 4, ‘Stasera Italia Weekend’, andata in onda il 18 aprile, è intervenuto sull’argomento il direttore responsabile di Libero, Pietro Senaldi.

“Nord vs Sud: il virus divide l’Italia”, la domanda a cui dovevano rispondere gli ospiti in collegamento. Interventi che arrivano prima della decisione del premier Giuseppe Conte di prendere provvedimenti omogenei per tutte le regioni del nostro Paese. Una decisione dovuta anche al momento difficile della Lombardia che conta da sola, secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile, il 94% dei nuovi casi italiani.

Queste le sue parole di Senaldi (dal minuto 7′):

“Non penso che i lombardi o i veneti siano dei pazzi. I governatori di Lombardia e Veneto hanno dietro le loro popolazioni martoriate. Non sono da soli, solo rappresentativi della loro gente. Non sono dei pazzi che vogliono aprire domani o dopodomani, stanno incalzando il governo perché il governo non ha nessuna idea. Sono due mesi che cincischia e non fa nulla, se non la quarantena che chiunque di noi, non medico o non economista, poteva prendere dato che è la soluzione della nonna. Io credo che la Lombardia, che paga il 25% di tasse ed è la regione economicamente più attiva, si ponga questo problema. Il Sud mi sembra normale che non se lo ponga perché ormai non ha più aziende. Aveva l’Ilva e gliel’hanno levata. Che cosa deve riaprire?“.

La conduttrice interviene sostenendo che un’altra tesi potrebbe essere che le regioni del nord governate dal centro-destra con questa mossa vogliono mettere pressione al governo. Interviene anche Barbara Lezzi, ex ministro per il Sud (minuto 13):

“Devo replicare a Senaldi. Al Sud c’è gente che si alza alle 4 del mattino per andare a lavorare e che non vive di finanziamenti pubblici. E’ gente seria, che lavora. Io stessa ho lavorato per oltre 20 anni in un’impresa con degli imprenditori onesti che hanno pagato i contributi”.

Senaldi replica:

“E’ lei che prende lo stipendio pubblico”.

Potrebbe anche interessarti