Coronavirus, a Salerno arrivano i “Caciobond” per contenere la crisi del settore bufalino

caciocavallo

In piena emergenza Coronavirus, a Salerno nascono i “Caciobond”, protagonisti di un’iniziativa che mira a contenere la crisi che, a causa della pandemia, ha investito il settore bufalino.

Il “Caciobond” è un caciocavallo di bufala da undici chili, ideato da Coldiretti Salerno e dal caseificio Giuseppe Morese. L’iniziativa prevede che il prodotto venga acquistato oggi per poi essere consumato tra due anni. Ciò per consentire all’intero comparto bufalino di continuare a lavorare nonostante il forte calo di domanda.

Per produrre il “caciobond” sono necessari 60 litri di latte di bufala e due anni di stagionatura. Si pone anche come simbolo benaugurante, essendo stato prenotato da molte coppie in vista delle nozze.

Il direttore di Coldiretti, Enzo Tropeano, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito, come riportato da Agenzia Ansa. “La crisi dell’export, il calo della domanda hanno comportato una crisi improvvisa del settore bufalino della regione Campania e della provincia di Salerno, dove insistono la maggior parte degli allevamenti. Di qui l’idea di trasformare il latte in eccedenza in caciocavalli di bufala, con l’obiettivo di salvaguardare l’intero comparto, in particolare il settore zootecnico”.

“I consumatori acquistano il prodotto e lo ritirano due anni dopo, a stagionatura completata. In tal modo consentono agli imprenditori di ricevere subito la liquidità per fronteggiare l’emergenza Coronavirus” – conclude Tropeano.

Dunque, è possibile prenotare i caciocavalli che saranno consegnati dopo il periodo di stagionatura.

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