Uno studio cinese rivela: “In Italia è troppo presto per la fase 2”

La fase 2 è ufficialmente cominciata, ma si profila ancora come un’incognita per molti di noi. Alcuni gioiscono per la graduale ripresa dell’economia italiana, altri temono fortemente una seconda ondata. Uno studio cinese, intanto, suggerisce che la fase 2 in Italia sia stata affrettata.

La ricerca completa sarà pubblicata a breve sulla rivista scientifica “Frontiers in Medicine”, ma nell’abstract abbiamo già modo di visionare delle conclusioni significative. Si tratta di uno studio condotto dall’ospedale generale cinese di Pechino (PLA) con l’obiettivo di fornire una previsione del trend epidemiologico del Covid-19 in Italia e confrontarlo con quello della provincia di Hunan, che conta all’incirca lo stesso numero di abitanti dell’Italia.

Un modello esteso SIR che misura la dinamica dell’infezione da Covid-19 è stato applicato anche all’Italia. Gli studiosi hanno così rilevato che il nostro paese, con le misure adottate nella fase 1, dovrebbe arrivare a un totale di 182.051 casi, e si stima che l’epidemia non cessi prima del 5 agosto.

Lo studio cinese sulla fase 2 conclude quindi che “le attuali misure restrittive possono essere efficaci nell’impedire al Covid-19 di diffondersi ulteriormente, e dovrebbero essere tenute in vigore“. Gli studiosi sostengono inoltre che questi stessi provvedimenti vengano adottati in altri paesi europei, con un numero più alto di casi di Coronavirus.

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