L’asporto causa assembramenti a Napoli e Provincia. Il sindaco di Caserta lo vieta dopo le 22.30

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Da lunedì 4 anche in Regione Campania, così come in tutta Italia, è consentito l’asporto. Ma alcuni esercizi commerciali non stanno rispettando quanto definito dall’ordinanza regionale n.42 del 2 maggio 2020. Difficile comunque controllare tutti ed evitare che consumino cibi o bevande in prossimità del bar o ristorante.

Nell’ordinanza infatti si legge che:

“E’ consentita la vendita con asporto, con divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e nelle immediate vicinanze degli stessi e nel tassativo rispetto delle seguenti, ulteriori misure: che il servizio venga svolto sulla base di prenotazione telefonica o on line; che il banco per la consegna degli alimenti sia collocato all’ingresso dell’esercizio commerciale e con addetto dedicato; che, sotto la responsabilità dei gestori, venga assicurato l’adeguato distanziamento sociale, di almeno un metro, tra gli utenti in attesa e tra questi ed eventuali riders impiegati per la consegna a domicilio; che sia assicurato l’utilizzo delle mascherine da parte degli utenti e l’utilizzo di mascherine e guanti da parte del personale”.

In tanti, sia a Napoli che in Provincia, ci hanno segnalato assembramenti fuori ad alcuni bar. In particolare, specialmente al centro storico del capoluogo partenopeo, sono presenti dei tavolini (senza sedie) che vedono diversi ragazzi fare apertivi fuori ai bar. E la distanza di almeno un metro non è rispettata insieme al divieto di consumare in prossimità del luogo in cui si è effettuato l’acquisto.

Ma a essere consumati fuori dai bar sono anche i caffè. Ad un commerciante del Vomero (quartiere di Napoli) è stata notificata la chiusura a 5 giorni dell’attività (più una multa) per aver consentito a un cliente di bere caffè su strada pubblica dall’acquirente. Lo ha denunciato l’avvocato Angelo Pisani, postando la foto del verbale.

Il problema di consumare in prossimità dei bar e dei ristoranti resta attuale per questo weekend, il primo della fase 2. Per questo il sindaco di Caserta, Carlo Marino, ha deciso di vietare l’asporto oltre le 22.30. Questo il suo post:

“Da venerdì 8 maggio nella città di Caserta la vendita per asporto sarà consentita fino alle ore 22.30. Dopo questo orario gli esercenti di attività di ristorazione, fra cui pub, bar, gastronomie ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie, potranno proseguire le vendite fino alla chiusura soltanto attraverso la consegna a domicilio.

E’ quanto è stato definito con l’ordinanza sindacale che il sindaco Carlo Marino ha firmato questa sera con l’obiettivo di evitare pericolosi assembramenti nei pressi dei locali e tutelare la salute cittadina, in questa fase di emergenza sanitaria non ancora conclusa. Il provvedimento, valido fino al 18 maggio prossimo, rammenta inoltre che anche negli orari in cui sarà consentita la vendita per asporto, resta assolutamente vietato consumare i prodotti all’interno dei locali o anche nelle immediate vicinanze degli stessi. Gli esercenti dovranno inoltre rispettare tutte le norme igienico-sanitarie e di prevenzione del contagio da Covid-19 previste dalle ultime ordinanze regionali pubblicate in materia”.

Resta la possibilità di effettuare le consegne a domicilio che hanno registrato un boom, soprattutto con la pizza.

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