Coronavirus, anticorpi monoclonali: le nuove armi per bloccare il virus

Sulla questione Coronavirus arrivano buone notizie: gli anticorpi monoclonali potrebbero attestarsi come armi intelligenti e specifiche per bloccare il virus. Ed è proprio l’Italia ad avviarsi alla sperimentazione di questi ultimi. A dirlo è l’Ansa.

Tali anticorpi sono molecole mirate contro il Coronavirus, non in competizione con il vaccino. Rino Rappuoli, della Gsk Vaccine, che lo sta sviluppando presso la fondazione Toscana Life Sciences con l’Istituto Spallanzani di Roma, ha dichiarato: “Siamo tra i primi al mondo a fare un farmaco monoclonale derivato dal sangue dei pazienti convalescenti fornitoci dallo Spallanzani”. 

Dal sangue dei pazienti si stanno già prelevando gli anticorpi. “Ne abbiamo già isolati tanti.” – ha continuato – “Speriamo di cominciare la fase industriale per poterli usare in ambito clinico, tra fine anno e i primi mesi del 2021”. Potrebbe essere il primo farmaco per il Covid-19 e sarà somministrato a pazienti e operatori sanitari.

La conferma della sua efficacia arriva da Giuseppe Novelli, dell’Università Tor Vergata. Tra l’altro egli chiarisce che gli anticorpi sono farmaci destinati a chi ha la malattia, mentre il vaccino preventivo è destinato agli individui sani. Per lui sarebbe utile ottenere i farmaci entro ottobre, quando l’arrivo del freddo potrebbe causare una seconda ondata di contagi.

Novelli sta collaborando con Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center, dell’Università di Harvard, per chiedere l’autorizzazione alla sperimentazione clinica di tre anticorpi monoclonali sintetici capaci di bloccare la proteina Spike, principale arma cui il Coronavirus invade le cellule.

Le tre molecole, che sembrano avere un altissimo potenziale applicativo e neutralizzante, sono state selezionate tramite la Trac, la banca canadese di anticorpi ricombinanti. Sono candidati fortissimi per diventare farmaci, grazie ai requisiti più che positivi. L’idea è di organizzare uno studio clinico multicentrico fra Canada, India e Italia. In preparazione  il dossier da presentare all’Aifa.

Il Coronavirus ha aperto la strada alla sperimentazione degli anticorpi monoclonali a metà marzo, con la scoperta del primo di essi, ottenuto dall’Università olandese di Utrecht. La molecola si chiama 47D11 ed è capace di neutralizzare il virus nelle cellule, attaccando la proteina Spike.

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