De Magistris: “Comuni senza entrate, a rischio diversi servizi come la raccolta rifiuti”

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Luigi de Magistris lancia un grido d’allarme. Ospite al telefono oggi nel corso della trasmissione radiofonica ‘Barba&Capelli’ di Radio Crc, il sindaco di Napoli esprime il suo parere sul decreto rilancio definito inadeguato. Già in mattinata de Magistris aveva attaccato il premier Conte con un post su Facebook sottolineando come il governo abbia fatto poco per aiutare chi è in difficoltà.

“Il Presidente del Consiglio, qualche settimana fa, si rivolse a noi sindaci definendoci le sentinelle del territorio. Ebbene, un generale che non recepisce il grido di dolore delle sentinelle e le abbandona è un generale che non comprende che così perde la guerra. Ma la storia siamo anche noi. E non sarò silente di fronte a condotte completamente errate”.

Ora il primo cittadino spiega come le casse del Comune siano al verde. L’ipotesi rilanciata più volte da de Magistris, ma rimasta inascoltata, è quella di far ricorso all’economia di guerra. Senza risorse il Comune non può reggere a lungo.

“Devo leggere ancora il decreto perché non è stato pubblicato e potrebbe cambiare. Il collasso economico e lo sbriciolamento della coesione sociale non è colpa dello stato ma ci troviamo di fronte ad un’azione inadeguata al momento storico e al tema, un’economia di guerra. Dopo tre mesi c’è un’elemosina. I Comuni sono stati cancellati da questa manovra e stai dando il segnale che non ha capito da dove partire. Il Comune di Napoli aveva lanciato un segnale strutturale, via le imposte fino al 31 dicembre 2020, ti immagini che il governo con le sue risorse sospendesse le tasse, invece no. C’è qualcosa fino a fine giugno o settembre, molti stanno ancora aspettando la cassa integrazione. Spenderemo i soldi dall’Europa col Mes che ammetiamolo ci metterà il cappio al collo, ma nessuno dice dove andranno questi soldi.

Non ci raccontassero dei 55 miliardi perché come andiamo nel dettaglio ci rendiamo conto che non ci sono le basi per una ripartenza del Paese. Tra qualche giorno cominceremo a chiudere i servizi e i commercianti come dovranno ripartire? Ci vuole un’azione strutturale, risorse sì ma date in maniera diversa diversa. Prendiamo il tema della scuola, raramente ho visto una inadeguatezza di questa portata. Vi sembra normale che un governo da qui a cinque mesi già rinuncia all’identità di un paese.

Lo dico come premessa generale, mi sa che la situazione andrà a peggiorare nelle prossime settimane e questo tipo di considerazione in dieci anni non l’ho mai fatta. Ho sempre detto che le cose miglioreranno ma adesso che il governo ha scelto di abbandonare la ripresa dell’Italia, non vi aspettate che ci siano più autobus, più operatori Asia. Questo è un fatto matematico e vorrei approfondire questo tema. Dal 21 febbraio a oggi c’è stata una bomba atomica e dopo due mesi non abbiamo più nulla, non abbiamo più entrate. Sul verde per dispositivi di legge la maggior parte dei lavoratori è in smart working, e molti senza dispositivi non vogliono scendere a lavorare. Noi discutiamo di una guerra senza neanche le mascherine e i guanti. Faremo di tutto e di più, lavorando 24 ore e un minuto per reggere. Ma con questo Stato e queste risorse sarà impossibile migliorare. Su alcuni servizi sono terrorizzato, c’è il rischio che in tutta Italia a fine maggio non si raccolgano più i rifiuti. E il sindaco di Firenze ha detto che sospenderà l’illuminazione pubblica. Stanno consegnato il Paese a un disastro.

Io non voglio diventare complice di tanta insipienza e incapacità, c’è chi si è fatto propaganda sui morti, chi ha detto che i napoletani sono rimasti in casa perché minacciati, io mi tengo la mia coerenza. Ma la competenza non si compra al mercato”.  

Una situazione quindi che accomuna tutti i Comuni d’Italia.

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