Coronavirus, lo studio: guariti che diventano di nuovo positivi non sono contagiosi

Un nuovo studio riguardante il coronavirus. Uno studio proveniente dalla Corea del Sud ha rivelato che i malati di coronavirus che dopo la guarigione sono risultati di nuovo positivi non sarebbero contagiosi.

Lo hanno annunciato gli esperti del Centro coreano per il controllo delle malattie (Kcdc). La scoperta è arrivata al termine di una serie di test e indagini epidemiologhe su 285 pazienti.

Le autorità sanitarie della Corea del Sud, riferisce la Cnn, hanno condotto dei test sui contatti più stretti dei 285 pazienti che erano risultati nuovamente positivi al coronavirus dopo la guarigione. Dai risultati è emerso che sul campione di 790 persone non sono state riscontrate infezioni collegabili a questi casi.

Il direttore del Kcdc, Jung Eun-kyeong, ha spiegato che al momento non è chiaro perché alcune persone guarite risultino in seguito nuovamente positive al coronavirus. Una delle ipotesi è che i test riscontrino la presenza di frammenti ormai morti del virus.

La prima conseguenza – in termini sociali –  della scoperta è la decisione delle autorità sudcoreane di cancellare l’obbligo della quarantena di 14 giorni per i pazienti dimessi dagli ospedali.

Ieri un altro studio proveniente sempre dall’estremo Oriente – parliamo di Hong Kong – ha messo in luce come l’utilizzo delle mascherine riduca il rischio di contagio del 50%. L’esperimento è stato effettuato su dei criceti e gli animali sono stati divisi in due gruppi: sani e contagiati con il SARS-CoV-2.

Tra le gabbie dei sani e degli infetti sono state posizionate come barriere delle mascherine chirurgiche e il flusso d’aria è stato diretto dagli animali malati verso i sani. Si è scoperto che i contagi si riducevano di oltre il 50% quando venivano utilizzate le mascherine: due terzi dei criceti sani a cui non era stata fornita la protezione sono stati infettati nel giro di una settimana

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