Coronavirus, il Pascale in prima fila: ad autunno sarà sperimentato il vaccino su volontari sani

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Tutto il mondo attende di trovare un vaccino per il coronavirus. Sono diverse le sperimentazioni partite in diversi Stati alla ricerca di terapie adeguate. Una di queste coinvolge da vicino gli ospedali napoletani. Come pre annunciato da Paolo Ascierto, il dottore si presterà per testare su di sé il vaccino anche se i tempi sono ancora lunghi (si parla di almeno un anno).

Ma l’impegno del Pascale non si ferma qui. In un’intervista riportata da ‘Cronache della Campania’, il direttore della Uoc di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, Vincenzo Montesarchio, spiega i prossimi passi:

“Il vaccino sarà sicuramente sperimentato al Pascale sui volontari sani, poi si passerà ai pazienti e quindi scenderà in campo il Cotugno. La sperimentazione dovrebbe avvenire in linea di massima il prossimo autunno”. 

In attesa di un possibile vaccino, è il TOCIVID-19 uno dei farmaci più efficaci nella lotta al coronavirus. Utilizzato grazie a un’intuizione di Ascierto, ora l’Aifa (l’Agenzia Italiana del farmaco) sta riconoscendo i meriti di questo farmaco anti-artrite nella riduzione del tasso di mortalità a lungo termine.

“L’analisi primaria riguarda 301 pazienti registrati per lo studio di fase 2 (in 20 ore tra il 19 e il 20 marzo) e 920 pazienti registrati successivamente tra il 20 e il 24 marzo, provenienti da 185 centri clinici distribuiti su tutto il territorio italiano. Questi pazienti erano tutti stati ricoverati in ospedale a causa di un quadro di polmonite insorto in corso di infezione da coronavirus, e presentavano segni di insufficienza respiratoria.

Nel corso dei 30 giorni successivi, nello studio di fase 2 sono stati registrati 67 decessi. Come definito dal protocollo, l’analisi primaria è stata condotta sul tasso di letalità a 14 e a 30 giorni. In particolare, a 14 giorni il tasso di letalità riportato nella fase 2 è risultato 18.4%, considerando tutti i pazienti, e 15.6%, considerando solo quelli che hanno ricevuto il farmaco, entrambi inferiori, ma in maniera non statisticamente significativa, al 20% previsto a priori sulla base dei dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità. I risultati sono invece statisticamente significativi nella analisi a 30 giorni, quando i valori di letalità sono 22.4% in tutti i pazienti e 20.0% nei soli trattati rispetto a >30% atteso a priori.

Complessivamente, quindi, lo studio TOCIVID-19, pur con i limiti di uno studio a singolo braccio, reso più complesso dalla rapidità di arruolamento e dalla corrispondente limitata disponibilità di farmaco, suggerisce che tocilizumab possa ridurre significativamente la mortalità a un mese, ma che il suo impatto sia meno rilevante sulla mortalità precoce. Ci si augura che gli studi di fase 3 randomizzati tutt’ora in corso possano nelle prossime settimane confermare questi risultati”. 

In altri paesi però è già iniziata la sperimentazioni di un possibile vaccino su volontari sani. Una corsa contro il tempo che nasconde anche interessi economici.

 

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