Coronavirus, manifestazioni in Italia e nel mondo: quanti contagi ci costano

Le manifestazioni in giro per il Mondo sono tante e i motivi per manifestare diversi. In America (ma anche altrove) si manifesta per i diritti dopo la morte di George Floyd, in Italia le manifestazioni sono state svariate. Il 2 giugno c’è stata quella della Lega e Fratelli d’Italia a Roma, poi i gilet arancioni sia a Roma che a Milano, e infine ieri la manifestazione al Circo Massimo di Forza Nuova e degli Ultrà. Ma quanto costano al Mondo queste manifestazioni a livello di contagi?

Negli Usa, dove le proteste sono molto popolate e continuano da giorni e dove l’epidemia è tutt’altro che finita, alcuni studiosi hanno provato a fare un calcolo.

Trevor Bedford, virologo presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, su Twitter ricorda che a Gangelt, in Germania, tra coloro che avevano partecipato alle celebrazioni del carnevale, si è trovato un aumento di 2,5 volte il tasso di infezione. Indossare mascherine e protestare all’aperto certo aiuta, ma gridare e stare ammassati sono comportamenti che aumentano, invece, il potenziale di trasmissione. L’ipotesi personale (e documentata) dell’esperto parte dal dato di circa 20mila casi confermati al giorno negli Usa, con circa 1 milione 500mila infetti.

Lo studioso ha fatto un calcolo approssimativo dei partecipanti alle manifestazioni negli Usa: ipotizza siano 600mila al giorno in tutti gli Usa. “Con una prevalenza della popolazione dello 0,5%, ciò implicherebbe 3.000 individui infetti che partecipano quotidianamente alle proteste”, scrive.

Il numero Rt negli Usa – continua – è approssimativamente 1, quindi queste 3.000 infezioni causerebbero altre 3.000 infezioni nella comunità più ampia. Se i manifestanti anche sviluppassero solo sintomi lievi, sono le 3.000 infezioni nella comunità che, in base alla letalità plausibile del virus che sta tra lo 0,5% e l’1% comporterebbero 15-30 decessi. Se avessimo invece un numero di riproduzione più alto, allora 6.000 infezioni sarebbero scatenate dalle proteste ogni giorno.

Se poi – aggiunge lo studioso – consideriamo che alcune catene di trasmissione arrivano al terzo passaggio e più, le 3.000 infezioni scatenate dalle proteste ogni giorno, alla fine porteranno a circa 54mila infezioni in più e 270-540 eventuali decessi. E con 6.000 infezioni al giorno ci aspetteremmo 108mila contagi secondari e 540-1.080 morti in più.La mia ipotesi migliore è che ogni giorno di proteste che coinvolgono 600mila persone comporteranno tra i 200 e i 1.100 decessi in più“, conclude.

E quando si apriranno i confini con gli Usa tutte queste persone contagiate saranno poi controllate? E le manifestazioni italiane invece quanti contagi causeranno? Protestare per i propri diritti è giusto, ma mantenere le distanze è davvero molto complicato, a meno che non si riesca a farlo restando sufficientemente lontani come successo a Tel Aviv o in Grecia.

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