Libero e Feltri difendono la Lombardia e attaccano il Sud: “Offese sanguinose sparate sui lombardi”

libero feltri
Fa discutere il nuovo titolo di apertura di ‘Libero’ e il relativo editoriale in prima pagina firmato da Vittorio Feltri. Questa volta il giornale mette direttamente a confronto il Nord e il Sud alimentando odio come si evince del titolo che recita: “Tutti odiano la Lombardia, nessuno odia il Mezzogiorno”, con tanto di foto di Attilio Fontana.

Una difesa a spada tratta del governatore contro le accuse fatte da ‘Report’ e da ‘Il fatto quotidiano’ sulla gestione della sanità lombarda: “Giù le mani da Fontana”, “Attacco al potere economico”. Peccato che a parlare siano i dati e le varie inchieste aperte contro Fontana per indagare sulla gestione dell’emergenza.

Ma per ‘Libero’ e Vittorio Feltri gli attacchi a Fontana vengono esclusivamente dai ‘meridionali invidiosi’ della Lombardia. Guai a sottolineare qualcosa che non va, subito arriva l’editoriale in difesa del Nord e contro il Sud troppo permaloso: “Se nomini il Sud ti massacrano, se insulti il Nord…”. Feltri ricorda una sua frase quella sull’inferiorità dei meridionali e la spiega meglio, sottolineando come non sia solo economica.

“Un paio di mesi orsono, forse meno, ero ospite del programma televisivo «Fuori dal coro» condotto dall’ottimo Mario Giordano. Alle sette di sera registrai una intervista su temi di attualità. Il Governatore della Campania, il simpaticissimo De Luca, aveva da poco dichiarato l’intenzione di chiudere i confini della sua regione. Cosa saggia. Chiamato a commentarla, mi chiesi se tale chiusura fosse solo in entrata o anche in uscita.

Precisando comunque che a me non importava trasferirmi a Napoli per lavoro, visto che non avevo e non ho intenzione di fare il posteggiatore abusivo, aggiunsi che il capoluogo vesuviano è abitato anche da gente che non soffre di alcun complesso di inferiorità, ma è inferiore. Il giudizio non era di tipo antropologico, dato che perfino io so che Benedetto Croce non è nato a Cuneo e che Gabriele D’Annunzio non è venuto al mondo a Sondrio. In discussione dunque non erano né potevano essere le virtù intellettuali dei meridionali, bensì il loro livello economico, sociale e civile.

Ed ecco la sua difesa della Lombardia:

“Contro questa regione pilota, provenienti dal meridione, sono stati lanciati strali velenosi. Un pestaggio senza precedenti che colpisce polentoni quasi fossero delinquenti oltre che untori indefessi. Il migliore dei settentrionali è dipinto quale un bastardo intento solo a impestare i connazionali e ad accumulare denaro, speculando su tutto, anche del virus. Ma le offese sanguinose sparate sui lombardi non hanno suscitato polemiche: solo approvazioni.

Non c’è stata e non c’è anima che si indigni e invochi punizioni nei confronti dei detrattori dei miei conterranei. Niente, neanche un sospiro. Se io dico che i napoletani sono spettinati, vengo infilato nel tritacarne e ridotto a polpetta, se invece il Paese intero imputa ai lombardi di essere un popolo di gentaglia arraffona, avida e senza dignità, tutto va bene madama la marchesa. Non mi aspetto le scuse di chi sputtana i miei concittadini, mi accontenterei che chiudesse la bocca e pensasse che senza la Lombardia tornerebbe alla mezzadria e al latifondo“.  

In democrazia vi è libertà di parola ma un conto è raccontare i fatti, altro difendere l’indifendibile accusando il Sud. Forse sono in tanti che dovrebbero chiudere la bocca.

 

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