Dopo anni, apre il reparto di rianimazione del Pellegrini. De Luca: “Migliori servizi ai cittadini”

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Da oggi 10 giugno il Presidio Ospedaliero dei Pellegrini (a Montesanto) avrà il suo nuovo reparto di rianimazione. E’ infatti stato completato e attivato con l’aumento di quattro posti letto (8 in totale, dei quali uno in isolamento) e dotato di impianti e attrezzature elettromedicali di ultima generazione. Ci sono voluti quasi 20 anni, a causa di una lunga burocrazia, per realizzare questa struttura permanente situata nel cuore della città. L’annuncio è stato dato in un comunicato dall’Asl Napoli 1. Come dichiarato dal direttore generale, Ciro Verdoliva:

“Mettiamo al servizio della sanità pubblica e di un ospedale centrale nell’assistenza agli utenti del centro antico di Napoli una struttura moderna e funzionale”. 

Un percorso tortuoso come ricorda l’Asl:

“Il nuovo corso dell’ASL Napoli 1 Centro porta così a compimento in meno di un anno un percorso tortuoso, avviato
nel 2000, arrivato ad una fase progettuale solo nel 2003 e all’avvio della fase esecutiva addirittura nel 2006 con lavori che, stancamente, sono andati avanti tra sospensioni e varianti. Tredici anni di lungaggini burocratiche sino all’insediamento dell’attuale direzione strategica che a ottobre 2019 ha rinnovato i ruoli tecnici e dato l’input il 18 dicembre 2019 a completare entro 6 mesi dalla nuova consegna del cantiere. Opere terminate, funzionali e funzionanti, il 31 maggio 2020 con il raggiungimento dell’obiettivo nonostante l’emergenza COVID-19″.

Soddisfazione er questo nuovo successo targato Asl Napoli 1, è stata espressa anche dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca:

“Continua l’impegno massimo della Regione per garantire sempre maggiori e migliori servizi sanitari
ai cittadini. Anche questo è un importante tassello del lavoro che stiamo portando avanti anche e soprattutto durante
questa emergenza, e per il quale vanno ringraziati i dirigenti, i medici e tutto il personale sanitario del
Pellegrini, così come tutti quanti sono impegnati quotidianamente nelle strutture sanitarie della nostra regione”. 

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