Conte sugli aiuti europei: “Hanno seguito la proposta italiana. Posizioni ancora distanti sul recovery”

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Il premier Giuseppe Conte questa mattina ha tenuto un’informativa alla Camera dei Deputati in vista della videoconferenza del prossimo Consiglio Europeo che si terrà il 19 giugno riguardante il quadro pluriennale finanziario. Si è discusso degli aiuti che l’Unione sta pensando di stanziare per questa crisi economica.

Queste le sue parole:

“Il governo vuole farsi trovare pronto e già in questi giorni c’è stata un’ampia consultazione con tutte le forze politiche per elaborare un piano di rilancio. Quanto il progetto italiano avrà una fisionomia completa il governo verrà in Parlamento pronto ad accogliere proposte e suggerimenti. Sono risorse che non potranno essere gestite come un proprio tesoretto ma saranno la base per il rilancio del nostro Paese che deve tornare a credere in se stesso. La prossima riunione dovrà aprire la strada agli accordi di qualità, manca un elemento essenziale, la proposta formale da parte del presidente del consiglio europeo. Quello di venerdì sarà un incontro solo consultivo al fine di preparare un successivo e risolutivo consiglio europeo. Prima tornerò in Parlamento a chiedere il vostro voto per capire la posizione che l’Italia avrà in Europa. Stiamo lavorando affinché l’Europa non disperda quanto fatto negli ultimi mesi. Le proposte presentate sono state fatte per una crisi senza precedenti nella storia dell’unione e coerenti con le proposte fatte dall’Italia, e fatemelo dire con orgoglio. L’unica risposta possibile ed efficace è una risposta europea ambiziosa che dia una forte scossa all’economia del continente. Lo stato italiano condiviso da altri 8 stati membri è diventato un consenso a 27 sul recovery fund. La Commissione e la Bce non hanno mancato l’appuntamento con la storia.

C’è una buona base di partenza, così come ho considerato la proposta franco tedesca un positivo passo in avanti. Per far partire l’economia serve un consenso immediato nel next generation you, la decisione politica che spetta ora al consiglio europeo è un fatto storico. La risposta alla peggior crisi continentale degli ultimi 70 anni. Tutti gli stati membri sono chiamati a una decisione di elevato profilo, tutti animati dai principi di responsabilità e solidarietà. La posta in gioco è la tenuta dell’economia e della coesione sociale dell’Unione, il funzionamento stesso del mercato unico. Necessario mantenere la distinzione tra i criteri di allocazione e quelli dei fondi di coesione ordinari. Le posizioni degli stati membri sono ancora distanti su alcuni punti. Quando l’Italia propone un sistema finanziario con debito comune, in queste settimane stiamo discutendo dell’entità del fondo e dei criteri di allocazione e questo è un successo per il nostro paese che ha convinto i partner europei che questa era la direzione giusta per l’Unione con una conquistata credibilità internazionale. L’Italia da oltre 20 anni fa fatica a tenere il passo di paesi avanzati e ha subito di più le conseguenze finanziarie del 2008 e quelle successive, la resilienza mostrata da molti settori economici e l’eccezionale prova dimostrata dai nostri cittadini punta a nuovi modelli di sviluppo che superino gli ostacoli del vecchio. E’ il momento in cui deve tenere la solidarietà europea per il bene della tenuta dei suoi pilastri e bisogna agire in piena coesione anche sul piano nazionale. Troppo spesso le nostre eccellenze sono state oscurate da logiche patrialistiche”.

Tanti gli applausi della Camera sulla frase di Conte:

“Non possiamo deludere la speranza e la fiducia che ci hanno dato gli italiani”.

Sono anche in corso delle negoziazioni per un accordo tra l’Italia e il Regno Unito che uscirà dall’Unione Europea.

 

 

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