De Luca, aumentano i contagi: “Ingressi incontrollati in Italia. In queste condizioni non arriveremo a settembre”

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Oggi in Regione Campania si registra un aumento dei casi, con ben 27 persone risultate positive al coronavirus. La maggior parte dei nuovi contagi dipende da persone che hanno viaggiato all’estero e che hanno importato il virus.

E’ il caso del nuovo focolaio che si sta sviluppando nella provincia di Avellino, partito con una donna di nazionalità romena risultata positiva prima di partorire, rientrata da poco in Italia. O la storia di un uomo trovato positivo dopo aver viaggiato da NewYork a Roma. 17 invece i nuovi casi a Mondragone. Ciò ha spinto il governatore ad alzare la guardia e chiedere maggiori controlli per chi rientra nel nostro Paese.

Queste le parole di De Luca:

“È stato completato nelle palazzine dell’ex Cirio a Mondragone l’esame dei tamponi effettuati dopo i 15 giorni di incubazione del virus. Sono stati effettuati altri 450 tamponi e isolati i residui 17 casi positivi per i quali è in corso il trasferimento nelle strutture sanitarie Covid. Il focolaio è al momento spento. Si rende così possibile alla mezzanotte di domani eliminare la zona rossa. Come da ordinanza, resta l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto per gli abitanti di Mondragone.

“Sugli ingressi in Italia occorrono controlli rigorosi. Si è per esempio verificato l’arrivo con un volo diretto New York – Roma, di un cittadino campano risultato positivo solo dopo i controlli cui è stato sottoposto arrivato a destinazione, dopo aver viaggiato anche in pullman e in treno. Si segnalano inoltre casi di arrivi di cittadini dell’est, tra cui braccianti e badanti, in assoluta promiscuità a bordo di pullman, senza nessun controllo efficace. In relazione a qualche altro caso di positività registrato, è bene ricordare ai medici di famiglia di non sottovalutare situazioni in cui il paziente presenta sintomi e di sottoporlo al tampone.

Si rilevano comportamenti che segnalano un pericoloso rilassamento generale. In queste condizioni il rischio è che non arriveremo neanche a settembre, quando potremo essere costretti ad affrontare l’anno scolastico in condizioni gravissime”. 

 

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