Crisanti: “Sottovalutato l’impatto dell’importazione di nuovi casi. Focolai più frequenti e di dimensioni maggiori in autunno”

L’epidemiologo Andrea Crisanti è tornato ad affrontare la questione Coronavirus, rilasciando un’intervista a IlMessaggero.

Le sue preoccupazioni sono legate al possibile scoppio di nuovi focolai legati a casi di importazione. Queste le sue parole: “Sicuramente il virus circola ancora. L’Italia sta in una bolla, il virus sta ormai in tutto il mondo. Domenica ci sono stati più di 200mila nuovi casi. Siamo in piena pandemia”.

“È stato sottovalutato l’impatto dell’importazione di nuovi casi. La maggior parte dei focolai sono tutti di importazione. Sicuramente non è stato valutato a pieno quello che sta succedendo negli altri Paesi come Israele, o anche la Spagna”.

Parole confermate dai nuovi casi registrati. Tra questi, il recente caso importato da New York dell’imprenditore di Roccadaspide.

“Predisporre test e tamponi per i voli in arrivo è una mossa giusta. Sono misure che funzionano, applicate con successo in Nuova Zelanda e in Australia. Chiaramente serve la logistica, bisogna vedere quanti passeggeri ogni giorno vengono tracciati”.

“Certo, sarebbe stato meglio pensarci prima, ma sono contento perché sono mesi che sto dicendo di adottare questi provvedimenti. Teoricamente saremmo ancora in tempo”.

Sui focolai insorti in questi ultimi mesi ha parlato di una situazione inevitabile, anche questa già prevista, ed ha aggiunto: “Probabilmente tra ottobre e novembre saranno sicuramente più frequenti e di dimensioni maggiori”.

“La differenza tra focolai e seconda ondata si basa tutta sulla nostra capacità di reazione, sulla tempestività con la quale vengono identificati e sulle procedure applicate”.

“Ricorrere a misure restrittive? No, certo che no. Ma è un argomento giuridico complesso. Per me ogni caso è un caso di troppo. Il comportamento individuale è importante. Poi non bisogna dare messaggi incoerenti. Ad esempio dire che il virus è clinicamente morto non ha alcuna valenza scientifica”.

“Per ora siamo fortunati, stiamo ancora beneficiando del lockdown e di un clima favorevole. Molte persone stanno ancora attente. Il sistema in questo momento sta rispondendo bene ma cosa sappiamo di quello che succederà tra un mese o due?” – ha concluso Andrea Crisanti.

Potrebbe anche interessarti